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Impossibile scoprire i dati del 2017 sulle presenze negli alberghi dell’Elba. Massimo De Ferrari, presidente dell’Associazione di categoria, per quante domande provi a fargli, finisce sempre per buttare la palla in tribuna. Solo alla fine, sbotta: “la verità la sapremo nel 2019”. Addirittura? Allora si corregge: “Beh, speriamo un po’ prima”.

Un’ora e mezza di colloquio che si rivela defatigante, perchè De Ferrari è un muro di gomma. Contesta il +7% di arrivi sull’isola di cui parla il presidente della GAT, Ruggero Barbetti (“non si devono confondere i passaggi sulle navi con le presenze alberghiere, che al massimo sono cresciute dell’1-2%”). Poi prova, senza troppa convinzione, a respingere le dure critiche alla politica degli albergatori dell’ex-sindaco di Portoferraio, Giovannini Fratini (“è un politico, non un esperto di turismo, stiamo facendo tutto il possibile per allungare la stagione”).

Peccato che però dimostri di essere impreparato non solo sui dati, ma anche sulla composizione reale della sua associazione. Finendo poi per ammettere che almeno il dieci per cento degli iscritti non hanno proprio nulla a che vedere con gli alberghi. Insomma, non proprio una bella figura. Con l’ammissione finale della rabbia nei confronti anche della Blu Navy, la compagnia di cui gli albergatori e molti altri importanti imprenditori elbani sono soci di minoranza. “Avevamo chiesto tariffe più contenute per la bassa stagione, ma niente da fare”.

Beh, come fallimento del contributo alla destagionalizzazione, non c’è male.

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