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Segue dall’articolo del 15 Febbraio 2018
http://www.corrierelbano.it/2018/02/15/aeroporto-quella-invernale-persa-anche-la-stagione-estiva/

Lotta contro il tempo. La Commissione Europea ha ratificato il bando finalizzato all’esercizio di servizi aerei di linea in conformità degli oneri di servizio pubblico. In deroga ai sei mesi abituali, per assegnare la gara saranno sufficienti due mesi.

Malgrado l’accelerazione sulle procedure di assegnazione del bando, la speranza che i voli di linea per Pisa, Firenze e Milano Linate riprendano entro la stagione estiva è sempre più remota. Almeno per quanto riguarda la cosiddetta continuità territoriale, cioè quei voli per i quali lo Stato Italiano e la Regione Toscana contribuiscono alla spesa, garantendo tariffe calmierate per chi desidera partire o arrivare in volo sullo Scoglio. Tariffe che ovviamente sono differenziate per residenti e non residenti, come per altro avviene da sempre nei trasporti marittimi.

Anche Claudio Boccardo, amministratore di Alatoscana, che a detta di molti intervistati si è speso ben oltre il proprio ruolo per assicurare all’Elba e agli Elbani un servizio stabile, non ci è sembrato avere il solito ottimismo sulla ripresa dei collegamenti entro l’estate. Siamo quindi alla mercé di un possibile quanto improbabile intervento di qualche privato, con un aeroporto ancora in parte penalizzato, senza una programmazione condivisa e con una gara pubblica che rischia di andare deserta.

Perché deserta? Perché la compagnia che nel triennio passato ha garantito queste tratte, la Silver Air, ha già fatto sapere che alle condizioni attuali del bando non parteciperà alla gara. È quanto ci ha comunicato la Dina Peverelli, già manager della compagnia aerea per l’Elba. Come ipotizzato nello scorso numero, Peverelli ha specificato che Silver Air non ha intenzione di rinunciare ad una delle tre stagioni estive contrattuali, coadiuvate dal contributo pubblico, senza un’adeguata preparazione. Come biasimarla?

Le aziende che partecipano a questo tipo gare, non sapendo se vinceranno oppure no, non possono essere pronte in qualche giorno. Gli aeromobili non stanno fermi a terra, in perenne attesa. I biglietti non si vendono un minuto dopo aver aperto gli sportelli o averli pubblicati online. Per non parlare degli alloggi del personale, già difficili da reperire in inverno, figuriamoci a stagione inoltrata. Insomma, almeno 60 giorni dall’assegnazione è il tempo minimo necessario per l’operatività. Problema che non riguarda solo Silver Air, ma tutte le compagnie che potrebbero essere interessate a partecipare. E salvo sorprese, non ci sarà senz’altro la fila. Forse, arrivati a questo punto, converrebbe rivedere il timing del bando e spostare avanti di qualche mese l’inizio della convenzione, facendola partire da Ottobre come accadde nel triennio passato. La conclusione di questa storia non è scritta, seguiremo i prossimi sviluppi.

Una cosa è certa: senza un vero coordinamento di forze e risorse non si può e non si potranno mai fare passi in avanti. Le vicende legate all’aeroporto sulle quali abbiamo indagato sono paradigmatiche. Se è vero che la burocrazia ha avuto un ruolo determinante nei ritardi, è anche vero che le parti in causa non sono riuscite a confrontarsi costruttivamente per trovare una sintesi.

Certo, se il confronto avviene come nei rapporti tra VolarElba e Silver Air, il rischio di trovarsi al bar per discutere di quella o dell’altra occasione mancata resta elevato. La buona volontà degli imprenditori di VolarElba è indubbia, tuttavia se davvero si ha intenzione di dare una mano, su alcune questioni tecniche sarebbe meglio lasciar lavorare chi è del mestiere, senza costringerlo ad abbandonare il tavolo per sfinimento. In poche parole, occorre sì consapevolezza dei propri punti di forza (denaro), ma anche dei propri limiti (competenza).

Conclusione
Con questa seconda puntata, chiudiamo (per il momento, solo per il momento) la nostra inchiesta sui perché e i per come l’Elba riesca non solo a non avere un aeroporto degno di questo nome, ma anche a dover rinunciare alla “continuità territoriale”. Una vergogna assoluta. Fatta sì di burocrazia, superficialità e conflittualità amministrativa. Ma dove ha giocato un ruolo importante anche l’arroganza dell’incompetenza. Le progressive interferenze gestionali degli imprenditori di “VolarElba”, ad esempio, hanno contribuito non poco alla paralisi finale e pesano ora sull’incertezza del futuro. Accettino un consiglio disinteressato: quando il progetto aeroporto ripartirà, si limitino a fare ciò che sanno fare, cioè gli investitori finanziari. E lascino i compiti operativi a chi è esperto del ramo. Eviteranno così altre brutte figure.

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