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La ricetta di Degli Esposti, il produttore TV di Montalbano

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Il rilancio turistico dell’Elba? Solo se si riesce a fare sistema

Degli Esposti, quando si è innamorato dell’Isola d’Elba?

Alla fine degli anni ‘60, quando ho cominciato a venirci in vacanza da studente liceale, con i miei amici di Bologna. Rimasi subito colpito dalla bellezza del mare, delle coste miracolosamente intatte rispetto alle cementificazioni selvagge di tante altre località di villeggiatura.

E perché scelse proprio Marciana Marina per quelle scorribande giovanili?

Mi sembrò un posto magico. D’altra parte, se l’aveva scelto anche l’avvocato Gianni Agnelli per ormeggiare la sua barca in rada mentre viveva il flirt con Anita Ekberg…

Davvero? E lei dove lo incontro’?

Al mitico Bar La Perla, dove il vecchio proprietario aveva uno dei migliori rifornimenti di whisky del Mediterraneo. E il Presidente della Fiat era un grande intenditore anche in quel settore…

Quindi, come per tanti altri, tutto è cominciato con le vacanze estive. Ma poi, lei ha scelto l’Elba e Marciana Marina anche per i primi successi nelle fiction televisive…

Esatto. Avevo girato “Gente di mare” tra mille difficoltà, in Calabria. E mi ero stufato di dover subire certe angherie. Così, cambiai nome alla nuova serie, sempre sulla Guardia Costiera e nacque “L’Isola”, ambientata sullo Scoglio.

E poi ha proseguito con “I delitti del Bar Lume”, arrivando a comprare anche l’Hotel Yacht Club, diventato uno degli alberghi più confortevoli dell’Elba.

Sì, poco alla volta, ho investito sempre di più su Marciana Marina, trovando sempre grande sintonia con le varie amministrazioni e con gli elbani, orgogliosi della loro isola e grati a chi la ama come loro. Però, la stagione turistica continua ad essere molto breve, cinque-sei mesi al massimo; per il resto dell’anno, alberghi e ristoranti quasi tutti chiusi… con mille difficoltà anche per chi ha qui una seconda casa…

Questo è un problema reale, che va affrontato seriamente. Senza fretta. Magari ci vorranno degli anni, ma va risolto. E per farlo, occorre che le amministrazioni e tutte le forze produttive e commerciali dell’isola si decidano a fare sistema. Dando vita ad iniziative culturali, sportive e di spettacolo. Capaci di allargare gradualmente le presenze della sola stagione estiva e in grado di giustificare, per gli operatori turistici, il sacrificio di tenere aperti più a lungo alberghi e ristoranti. Nel mio piccolo, sono pronto a farmi coinvolgere, sfruttando le mie conoscenze e portando all’Elba attori e registi. Anzi, con la nuova amministrazione di Marciana Marina stiamo già studiando un paio di iniziative, una in primavera e l’altra in autunno, per dimostrare che qualcosa si muove. Però, ripeto, occorre fare sistema coinvolgendo tutta l’Elba, altrimenti il processo di destagionalizzazione finirà per restare una chimera.

Insomma, sarebbe necessaria una sorta di Conferenza Programmatica di Servizi, capace di coinvolgere davvero tutte le realtà amministrative e produttive dell’isola… Ma l’Elba ce la può fare da sola?

Non sono così ottimista, perché è un fatto che Governo e Regione l’abbiano trascurata e la trascurino tutt’ora. Basti pensare all’impossibilità di risolvere una volta per tutte lo scandaloso problema dell’aeroporto. Come si può pensare di rilanciare ed allargare la fruizione della terza isola italiana senza un aeroporto degno di questo nome? Ecco, partiamo da qui, testiamo le volontà di chi è coinvolto nelle decisioni sullo scalo, facciamo venire allo scoperto chi lo vuole e chi non lo vuole. Forse ne capiremo di più sul destino del nostro amatissimo Scoglio.

Chi è lo “zio” di Montalbano

Se lo scrittore Andrea Camilleri è il papà del commissario Montalbano, il produttore televisivo Carlo Degli Esposti non può che essere considerato almeno lo zio del poliziotto più famoso d’Italia. È lui, con la sua Palomar, ad aver portato al successo sul piccolo schermo l’attore Luca Zingaretti, trasformandolo in una star ormai nota in tutto il mondo (“mi hanno riconosciuto perfino in Australia”, ha confidato in una recente intervista).

64 anni, bolognese di nascita ma ormai romano d’adozione, fisico massiccio da rugbista, è senz’altro uno dei più grandi (“grossi” corregge, ridendo) produttori televisivi italiani. Oltre a quelle su Montalbano, i cui ultimi due episodi sono appena andati in onda su Rai Uno con i soliti strepitosi risultati di pubblico, ha curato fiction di successo come “Perlasca”, “Bartali”, “Falcone”, “Braccialetti rossi”, bissando il successo del poliziotto di Vigata con l’altro commissario, Maltese. Attualmente, oltre ad altri due Montalbano, sta coproducendo l’adattamento televisivo de “Il nome della rosa”, dal best seller di Umberto Eco.

A dimostrazione concreta del suo amore per l’Elba, dove possiede l’Hotel Yacht Club di Marciana Marina ed è stabilmente all’ormeggio al Circolo della Vela la sua barca, ha da anni scelto l’isola per ambientarci un’altra serie TV di grande successo: “I delitti del BarLume”. Con altri importanti produttori è entrato anche nel campo della distribuzione cinematografica. Ed è di questi giorni il primo grande risultato anche sul grande schermo, con “Sono tornato”.

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