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Oltre il danno la beffa: l’aeroporto avanza ma gli aerei non decollano

La controversa situazione dello scalo elbano è legata essenzialmente a due fattori: lo stato di avanzamento lavori per l’ampliamento e la messa in sicurezza della pista, e il bando per la continuità territoriale. Se da un lato i lavori per l’ampliamento della pista sono iniziati e procedono nella giusta direzione, dall’altro si rischia, quasi con certezza, di avere una pista a traffico fortemente limitato per tutto il 2018.

Anche perchè, bando di gara a parte, il passaggio dai 1190 metri della lunghezza attuale della pista ai 1270 metri non porterà automaticamente l’aumento tanto agognato della capacità di far atterrare velivoli più grandi. L’ampliamento strutturale consentirà d’imbarcare più passeggeri, circa 10 unità, su velivoli che già sarebbero in grado di atterrare nell’aeroporto.

Un ulteriore aumento, comporterebbe una serie di lavori che andrebbero ad incrementare considerevolmente la sforzo economico e le difficoltà tecniche per l’ampliamento dello scalo elbano, in una zona attualmente destinata a interessi privati, pur non essendoci una necessità tangibile e immediata. Considerando i numeri del turismo in rapporto alla capacità ricettiva dell’isola, l’aeroporto di Marina di Campo è più che sufficiente al traffico aereo di cui l’isola ha bisogno. Il budget stanziato da Regione Toscana per l’operatività dello scalo, massimo 570 mila euro l’anno, è certamente una garanzia importante per le compagnie che vorranno investire sull’isola, garantendo a cittadini e turisti un’adeguato trasporto aereo.

La soluzione per l’isola è avere una struttura che sia in grado di accogliere un flusso più intenso di velivoli di medie dimensioni, che garantiscano un collegamento efficace con gli aeroporti più grandi, tutto l’anno.

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