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Quella invernale è volata via. Quella estiva è alle porte ed è seriamente compromessa. Se va bene, i collegamenti aerei con Pisa e Firenze riprenderanno in Ottobre. Un anno esatto dal “triste” addio allo scalo elbano da parte di Silver Air (forse un arrivederci).

Per raggiungere Milano Linate in volo dovremo attendere l’estate del 2019. Infatti, come previsto sin dall’assegnazione del bando per la continuità territoriale nel 2014, la compagnia aerea della Repubblica Ceca ha terminato i voli il 25 Ottobre 2017. Le uniche tratte che ad oggi risultano coperte per questa stagione estiva sono Berna (ad opera della Skywork Airlines) e Lugano (ad opera della stessa Silver Air).

Cos’è successo? Perché si è arrivati a questa situazione? L’ingegnere Claudio Boccardo, Amministratore Unico di Alatoscana SpA, ha le idee chiare: la causa dell’attuale stallo è la burocrazia. Un fardello che tutti i protagonisti coinvolti, istituzioni e privati, hanno affrontato con troppa leggerezza. Probabilmente, ammette l’Ing. Boccardo, la stessa gestione dell’aeroporto non ha sottolineato a sufficienza l’attenzione verso i tempi necessari per redigere, approvare e assegnare un nuovo bando per la continuità territoriale.

Tuttavia, tende a precisare Boccardo, Alatoscana è uno “strumento” di servizio. Non può sostituirsi alla politica né alle imprese direttamente interessate. Tutti hanno sottostimato i ritardi che i vari passaggi dell’iter burocratico avrebbero generato. Infatti, ci si è mossi tardi, lentamente e in modo scoordinato. La situazione attuale è questa: il bando originale, sviluppato di concerto con Enac e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana il 16/11/2017. Per essere assegnato, necessita di ratifica da parte della Commissione Europea, che ne deve riconoscere la pubblica utilità per non ricadere negli aiuti di stato. Il bando ratificato deve poi rimanere in Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea per almeno sei mesi. Ad oggi, causa osservazioni sul testo e sulle motivazioni della richiesta che Bruxelles ha sollevato, il bando non risulta ancora pubblicato. “Voci di corridoio” dicono che avverrà entro Febbraio.

Così, il conto è presto fatto: l’assegnazione non ci sarà prima di Agosto. Stagione finita prima ancora di cominciare. Ma facciamo un’ulteriore ipotesi, suggerita proprio da Boccardo. Non essendo più attivi i voli che garantiscono la continuità territoriale, e venendone riconosciuta la pubblica utilità, si potrebbe ottenere una deroga e riuscire ad assegnare il bando entro Giugno. Quale compagnia aerea si giocherebbe una delle tre stagioni estive coperte dal contributo pubblico senza programmazione? Quale imprenditore sarebbe così sprovveduto da rischiare un anno senza motivo? Trattandosi di affari e non di filantropia, la risposta pare ovvia: nessuno. Questa è la dura realtà che si è presentata di fronte ai nostri occhi, dopo uno snervante inseguimento delle varie parti in commedia e al netto dei “le dico come stanno le cose, ma non mi citi”. Cercare di capire di chi siano le responsabilità dei ritardi nelle procedure del nuovo bando, non è facile. Il rimpallo delle accuse non risparmia nessuno.

Tutti giù per terra. Il girotondo delle buone intenzioni

A sentire i protagonisti diretti e indiretti che ruotano attorno alle vicende dell’aeroporto, pare che tutti abbiano buone intenzioni e valide argomentazioni. Sia per spiegare i motivi dell’attuale situazione, sia per suggerire soluzioni future. Non mancano nemmeno i sogni. Alcuni dei quali, ahimé i più onirici, pubblicati in passato su queste colonne. Ma chi non ha mai sognato? Quel che conta è svegliarsi. Così si può appoggiare i piedi a terra. E tornare, con la dovuta solerzia, su di un tema complesso come quello del trasporto aereo. Chi scrive non ha certo la presunzione d’indicare la strada o il metodo alle parti coinvolte.

Tuttavia, non si può fare a meno di notare che le stesse parti, al di là delle intenzioni, giocano partite diverse. Gli albergatori si battono per una pista di 1400 metri. Che permetterebbe allo scalo elbano di accogliere velivoli più capienti degli attuali. Gli stessi che già operano nel traffico aereo cosiddetto regionale. In questo modo, sostengono gli albergatori, ci si potrebbe presentare più competitivi nei mercati del nord Europa.

Le compagnie aeree, dal canto loro, si battono per maggiori garanzie. Pur considerando l’Elba una meta molto attrattiva, non solo sono frenate dalle penalizzazioni dovute alla dimensione della linea di asfalto, ma sono anche preoccupate per i coefficienti di rimpimento. Numeri che devono tener conto della concorrenza. Perché le alternative al trasporto aereo sono presenti e consolidate. Come, ad esempio, il bus che collega ogni giorno l’isola all’aeroporto di Pisa, per 65 euro, traghetto compreso, in meno di 3 ore.

Per riempire i voli servirebbe un importante tour operator, che facesse da congiunzione tra compagnie e albergatori. Ma pure il tuor operator vorrebbe garanzie. Nessuno può permettersi di perdere prenotazioni perché nei mesi centrali della stagione gli alberghi sono pieni.

Il rebus si complica. E ancora non abbiamo inserito nell’equazione tutte le parti in causa. Come Alatoscana SpA, le amministrazioni e il pool d’imprenditori locali che sostiene VolareElba. Ognuno impegnato, con buone intenzioni, nelle proprie battaglie. E la continuità territoriale che garantiva il servizio agli elbani? A prima vista, ma ci auguriamo di sbagliare, pare sia diventato un interesse minore.

Il solo Comune a Marina di Campo non basta

“Nessuna azione amministrativa poteva evitare la disfunzione”. L’assessore Gianluigi Palombi invita a non strumentalizzare.

“Per la programmazione dell’attività funzionale dell’aeroporto, compresa la gestione della continuità territoriale, sono competenti il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’omonimo assessorato di Regione Toscana. Il fatto che l’aeroporto ricada nel nostro Comune non significa necessariamente che ogni decisione, di carattere logistico, funzionale e strutturale, sia di nostra competenza”. Risponde così l’assessore alle Infrastrutture Gianluigi Palombi a chi punta il dito verso l’amministrazione del Comune di Campo nell’Elba.

Dal suo punto di vista, chi ha responsabilità sul ritardo accumulato?

“E’ molto difficile stabilirlo. Ma non c’è dubbio che la vicenda sia paradigmatica della principale causa d’inefficienza italiana, cioè la burocrazia. Vero male atavico del nostro paese. Troppo spesso si danno giudizi affrettati sulle responsabilità di singoli amministratori riguardo inefficienze o ritardi, quando invece tali problemi sono riconducibili a ridondanti meccanismi burocratici. A prescindere dall’appartenenza politica, si dovrà chiedere con forza alle nuove classi dirigenti nazionali un assoluto impegno per sburocratizzare e semplificare le amministrazioni. Il fine è contrastare l’inefficienza che, come in questo caso, incide negativamente sulla comunità”.

Quali danni reca la mancanza dei voli in continuità territoriale?

“Il danno arrecato, non tanto al nostro Comune quanto a tutta l’isola, non è solo quello economico, indubbiamente importante, ma anche e soprattutto d’immagine. Non riuscire ad avere una politica turistica che preveda come alternativa al trasporto marittimo un efficiente trasporto turistico aereo, è indubbiamente segno di arretratezza. Mi sembra tuttavia che, negli ultimi anni, ci sia una classe dirigente locale che ha compreso l’importanza dell’espansione dell’aeroporto come vettore di sviluppo di un turismo alternativo che, altrimenti, l’Elba non avrebbe. La prossima sfida per un’ulteriore crescita economica è il turismo fuori stagione. Questo è l’impegno che attende gli amministratori locali elbani e che non può più essere disatteso. In questa direzione si sta già muovendo da tempo la GAT (Gestione Associata del Turismo), a conferma che si è consapevoli si tratta di un asset strategico per l’economia elbana.”

I lavori di ampliamento e messa in sicurezza hanno avuto un ruolo nel determinare la situazione dei voli?

“Assolutamente no. Gli attuali lavori di allungamento della pista, che stanno procedendo spediti, non hanno condizionato in alcun modo l’organizzazione funzionale e l’efficienza dell’aeroporto.”

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