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Francesco Costa, atleta del gruppo sportivo delle Fiamme Oro e della Nazionale di bob a 2 e bob a 4, nato e cresciuto a Portoferraio, è un elbano orgoglioso della sua terra. Per lui è arrivata la seconda convocazione ai giochi olimpici invernali, che quest’anno si svolgeranno a Pyeongchang in Corea Del Sud, dopo Sochi nel 2014.

Francesco, tu sei molto attaccato alla tua isola, vederla così vicina che effetto ti fa?

Io vivo a Piombino, la mia seconda casa da diversi anni. È qui che è iniziata la mia carriera sportiva, ma appena ho un po’ di tempo libero m’imbarco per Portoferraio. Soprattutto d’estate. Riesco così a stare anche un paio di mesi filati sullo “scoglio”. Perchè l’Elba è il mio grande amore e tutti noi elbani abbiamo un bisogno fisico di tornare sulla nostra terra.

Com’è nata la tua passione per lo sport?

A 15 anni quando il mio insegnante di educazione fisica Armando Mansani mi ha detto che avevo buone qualità fisiche e dovevo intraprendere più intensamente le specialità dell’atletica leggera. A farmi crescermi tecnicamente ci ha poi pensato Fabio Quilici, un grande maestro. A lui e a Mansani devo tutto. Senza i loro stimoli sarei rimasto sull’isola e probabilmente mi sarei accontentato degli sport amatoriali.

Il tuo passaggio dall’atletica ad uno sport invernale come il bob, com’è avvenuto?

Un elbano, abituato all’azzurro del mare, come si è trasformato in un siluro del bob tra i ghiacci? Il bob è uno sport di forza fisica, tanto è vero che molti atleti che si affacciano a questo sport provengono dall’atletica leggera, come me, o addirittura dal rugby. Dopo un’importantissima parentesi come velocista sui 200mt piani, a 24 anni mi sono innamorato di questo sport. Tutto è nato per caso, grazie alle opportunità sportive offerte dalle Fiamme Oro, che ringrazio e ringrazierò sempre per il continuo supporto.

Si sa, la vita di uno sportivo è piena di grandi sacrifici, ma porta anche a grandi soddisfazioni: cosa consigli ai giovani?

Oggi, nonostante ho solo 32 anni, nell’ambiente mi definiscono un “veterano”, anche perchè nello sport l’età conta tantissimo. Vedere i giovani che con costanza e determinazione prendono questa strada mi riempie il cuore di entusiasmo. Rivedo in loro i miei inizi. Il mio consiglioi è di non mollare mai e inseguire il proprio sogno. Sempre.

Un sogno che tu hai realizzato…

Assolutamente sì! Vestire l’uniforme tricolore e rappresentare l’Italia nel mondo è stato, sportivamente, il mio sogno realizzato. L’ emozione è unica e descriverla è veramente difficile, ma posso dire che sono momenti che ti fanno amare tutto il sacrificio fatto per arrivare fin lì. Da ragazzo facevo continuamente avanti e indietro con la nave per allenarmi, togliendo tantissimo tempo a famiglia ed amici. Un sacrificio che oggi è stato ampiamente ripagato. Non smetterò mai di ringraziare il mio preparatore Cristiano Catoni e il mio sponsor VitaminCenter.

Tornando alle Olimpiadi, ti preoccupano le tensioni tra le due Coree?

Come da prassi pre-olimpica, lo scorso anno siamo stati a Pyeongchang per effettuare la prova dei tracciati. Già si respirava aria di Giochi, l’organizzazione all’attenzione ai minimi dettagli e la mobilitazione che ho visto era impressionante. Nonostante l’allarmismo dei giornali, devo dire siamo stati proprio bene. Non c’è stata assolutamente alcuna preoccupazione e ci siamo goduti il nostro soggiorno in un paese bellissimo.

Le due Coree hanno deciso di unirsi sotto un unica bandiera per alcune discipline sportive, è un segnale?

In tutti gli sport il rispetto delle regole, l’amore, la disciplina e tutti i sacrifici che si fanno per raggiungere gli obiettivi vanno oltre la politica o dei problemi dei singoli paesi. Lo sport rappresenta un segno di pace, le uniche rivalità si affrontano nel momento della prestazione sportiva.

Le Olimpiadi sono un momento di felicità e unione per tutto il mondo. Progetti per il futuro?

Per ora mi godo questo momento. Cercherò di dare sempre il massimo in questo sport. Essendo un atleta del gruppo sportivo delle Fiamme Oro la mia strada sarà sicuramente all’interno della Polizia di Stato. Mi piacerebbe proseguire nel settore sportivo, in particolare negli sport invernali, aiutando i giovani a lavorare sodo per raggiungere obiettivi importanti. Aiutarli a seguire i propri sogni.

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