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Bella ciao

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Il titolo dell’editoriale, l’inno dei partigiani italiani, è un modo per comunicarvi che con questo numero si conclude la mia esperienza alla guida del Corriere Elbano. Quando accettai l’incarico nel 2015 diedi la disponibilità a dirigerlo per due anni. Questa testata, non preoccupatevi, andrà avanti anche senza di me, con un altro direttore che mi sostituirà.

Devo ammettere che il tempo è letteralmente volato. Sembra ieri, infatti, quando inaugurammo la redazione del giornale, il sito internet e aggiungemmo alla testata la ‘zanzara’ disegnata dal maestro Sergio Staino. Il formato cartaceo, partito con 5mila copie, ha raggiunto 20mila unità durante la stagione estiva. La foliazione è passata da quattro a otto pagine. Il gruppo Facebook ‘piace’ e viene seguito da più di 6mila persone. E’ stato bellissimo, poi, vedere i tanti lettori che quando si avvicinava il giorno della pubblicazione del nuovo numero, bussavano alla porta della redazione impazienti e chiedevano: «E’ arrivato il giornale?». Anche reperire le notizie in assenza di agenzie stampa non è stato semplice, ma dopo una naturale e iniziale diffidenza, le segnalazioni dei cittadini arrivavano quotidianamente via e-mail, per posta ordinaria o comunicate direttamente alla redazione. «Le ho provate tutte – ci disse un lettore – ma ora ho perso la pazienza e ho pensato che l’unico modo per risolvere la questione era quello di venire da voi del Corriere Elbano che non guardate in faccia a nessuno». La nostra sede è diventata nel tempo una sorta di sportello nel quale i cittadini elbani e non, vengono a segnalarci disservizi e ingiustizie che hanno subito. Ed è per noi un ulteriore motivo di vanto e orgoglio, in quanto la fiducia che i lettori ripongono nel nostro lavoro è fondamentale per la funzione che svolgiamo nell’esercizio della nostra professione.

In questo biennio abbiamo dato non poco fastidio ai ‘poterini forti’ locali, destabilizzando, di fatto, il sistema e l’equilibrio di interessi così discutibili e privati da apparire illeciti. E in alcuni casi, ‘ben documentati’, del tutto illeciti. Il temutissimo Mystery client è servito a spronare gli albergatori, affinché offrissero servizi di qualità a prezzi contenuti, in vista della costruzione di un aeroporto funzionale che renda l’Elba aperta e fruibile tutto l’anno. E solo un’Isola ‘Open 365’ potrà garantire lavoro e dignità alle migliaia di disoccupati che sopravvivono grazie alla misera indennità offerta dallo Stato. Insomma il Corriere Elbano, dopo uno stop di alcuni anni, ma con una storia che dura da oltre settant’anni, continua ad essere uno strumento utile per raggiungere il progresso culturale ed economico tanto atteso nello Scoglio.

Ringrazio di cuore, in ultimo, i colleghi giornalisti che hanno condiviso con me questa splendida avventura e soprattutto voi lettori. ‘Asibiri’, che in sardo significa, ‘arrivederci’.

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