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di Aurora Ciardelli

Abbiamo chiesto a Stefano Feri di raccontare la sua esperienza come Presidente del Parco nazionale Arcipelago Toscano di questi ultimi mesi. Una specie di relazione di fine mandato, per il passaggio di consegne a Giampiero Sammuri  con cui continuerà a collaborare nel ruolo di Vice Presidente.

“Sono stato nominato Vice Presidente il 4 di agosto 2017 e dal 29 dello stesso mese ho svolto le funzioni di Presidente in attesa della nomina da parte del Ministro dell’ Ambiente del nuovo Presidente. Questi mesi sono stati molto intensi perché i lavori in corso sono tanti e nella parte finale dell’ anno si sono concentrate anche una serie di attività di natura contabile, di bilancio e di funzionamento dell’ Ente che hanno richiesto particolare attenzione.

Per ciò che riguarda i progetti in corso, grande impegno lo ha richiesto la riconfigurazione delle convenzioni e dei rapporti con i diversi corpi di polizia, a seguito della riorganizzazione scaturita dallo scioglimento dell’ ex Corpo Forestale dello Stato.

Ho cercato di svolgere un lavoro di continuità con quanto messo in campo negli anni e nei mesi precedenti dall’ ex Presidente e dal Consiglio, senza pensare troppo al fatto che il mio compito come “facente funzioni” potesse durare solo qualche mese, perché se non avessi fatto in questo modo, avrei limitato la capacità dell’ente di lavorare, anche in prospettiva, e ne avrei rallentato la produttività con conseguenze dannose per il parco, ma anche per i territori e le comunità; questa metodologia ha consentito all’ente di portare avanti i lavori importanti, di svilupparli secondo le nuove necessità ed anche di non subire un danno di rappresentatività nei confronti degli altri interlocutori.

La complessità del lavoro è stata anche causata dalla mancanza di alcuni consiglieri nel Direttivo che una volta terminato il loro mandato non è stato possibile sostituire immediatamente perché anche la Comunità del Parco, che li avrebbe dovuti nominare, era a sua volta bloccata a causa della mancanza contemporanea del suo Presidente (il compianto Sindaco Guarente) e del suo Vice Presidente. Solo nella seduta del 14 dicembre i 2 organi sono stati ricostituiti. Pertanto, fino ad allora, anche la convocazione di un consiglio o l’essere presenti a tutti gli appuntamenti non era molto semplice. Questo è stato possibile grazie al prezioso sostegno di tutti i consiglieri, degli uffici del parco e dell’ esperienza dell’ex (ed oggi nuovo perchè riconfermato) Presidente Sammuri, che non mi ha mai fatto mancare il supporto necessario.

Se da un lato sono stati mesi intensi sotto il profilo degli impegni, è stato anche un periodo altamente formante per il sottoscritto e questo è il motivo per il quale ho già espresso i doverosi ringraziamenti a chi ha consentito ciò.

I miei più profondi ringraziamenti li estendo anche a tutta la comunità insulare, agli isolani, ai sindaci, alle istituzioni tutte che ho incontrato, che hanno avuto con il sottoscritto un sincero rapporto di confronto. All’Isola d’Elba, così come a Capraia ed al Giglio ho potuto contare sempre su un aiuto efficace da parte di tutte le istituzioni, ma anche da parte della gente comune. Questo diventa oggi un prezioso bagaglio di esperienza da portarmi dietro nei prossimi  anni di mandato.

Ho ritenuto necessario organizzare 2 incontri, rispettivamente sull’isola di Capraia e sull’ isola del Giglio, tra il personale tecnico e politico del parco            con le rispettive Giunte Comunali e con alcune categorie economiche che operano all’interno dell’ area protetta. Questo perché innanzi tutto è un dovere del parco rapportarsi in modo diretto con tutti i comuni, anche quelli che sono “ai confini esterni” dell’arcipelago e che quindi, date le difficoltà di collegamento, hanno più problemi nel mantenimento dei rapporti quotidiani, al di là, ovviamente, di quanto consente la tecnologia. Gli incontri sono stati molto utili anche per gli uffici in quanto hanno potuto, isola per isola, argomento per argomento, fare i necessari approfondimenti e sopralluoghi. Ritengo che questo tipo di attività debba essere mantenuta ed effettuata 1-2 volte l’anno.

Sentieristica, servizi turistici su tutto l’arcipelago, accessi alle isole, predisposizione di siti e boe a favore dei diving, impegno su Pianosa, funzionamento dell’ area marina protetta di Capraia e variante della zonazione a mare di Giannutri, regolamento del parco, sostegno all’agricoltura, regolamentazione degli accessi ai tracciati del parco, anti-bracconaggio a mare e a terra, progetti di conservazione, investimenti sui beni storici e sui centri visite, risistemazione della zona umida di Mola, contrasto agli incendi, divulgazione scientifica, promozione del turismo fuori stagione, eradicazione degli ungulati, fase 2 della CETS, sono solo alcuni dei progetti che stiamo avanzando e che nel 2018 costituiranno motivo di grande lavoro per l’Ente.”