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La cappella di San Liborio a Marciana

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di Marcello Camici

A Marciana, in via del Pretorio lungo la scalinata che conduce alla fortezza pisana, subito sotto questa s’incontra, isolata, la cappella di San Liborio. Come e perché è dedicata a San Liborio non è dato sapere. San Liborio è stato vescovo francese vissuto intorno al trecento dopo Cristo. Il primo documento d’archivio in cui si trova citato il nome della cappella risale ad una visita pastorale del 9 dicembre 1700. L’edificio si manifesta subito per semplicità architettonica di colui che la costruì: non sappiamo chi fu né se la edificò su commissione pubblica o privata. La porta d’ingresso è costituita da due colonne che poggianti su due conci s’innalzano a sostenere l’architrave: conci, colonne ed architrave, elementi architettonici tutti in granito. Come in granito sono i tre i gradini per accedervi. Sopra l’architrave c’è un timpano, pur esso in granito, interrotto al centro da una finestrella tonda ricavata dal muro perimetrale da cui penetra la luce ad illuminare l’interno, costituito da una cella unica, disadorna, a forma rettangolare con soffitto a travate in legno e manto di copertura di tipo “coppo su coppo”. ll pavimento è di pianelle di cotto. In fondo c’è l’altare: una grossa lastra di granito appoggiata al muro perimetrale sostenuta da due colonne pure in granito elaborate e terminanti in capitello. Sulla parete sinistra guardando l’altare c’è una piccola finestra. Sopra l’altare un quadro raffigurante il santo vescovo con la tiara che copre la testa. Il volto appena accennato per il cattivo stato di conservazione evidenzia due occhi vivaci e una lunga barba. Indossa un paramento rosso. Il bastone pastorale nella mano sinistra e in quella destra tiene alcune pietre. E’ il santo protettore del ‘mal della pietra’: la calcolosi renale. La raffigurazione è in cattivissimo stato di conservazione e se non si interviene con un restauro il rischio è che tutto venga perso. Le pareti interne non sono in buon stato di conservazione: sono intonacate. A destra di fianco alla porta d’entrata una acquasantiera a forma di conchiglia in marmo nero. Sopra il tetto è visibile un campanile a vela.

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