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Fake news alla Gentini

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«Le cosiddette fake news – si legge in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Focus – non sono nate con Facebook: uno dei più grandi dispensatori di false notizie è stato Adolf Hitler. Per tutto il periodo in cui è stato al potere ha messo in circolazione bufale a non finire, sfruttando ogni canale di comunicazione allora disponibile, partendo dai giornali, passando per radio, cinema e cartoni animati». Anche la Seconda guerra mondiale ebbe inizio grazie ad una bufala costruita a tavolino dal regime nazista. Nel 1939, infatti, prima che la Germania dichiarasse guerra alla Polonia, la propaganda nell’intento di preparare l’opinione pubblica all’imminente conflitto, gonfiò le notizie inventandosi un’invasione polacca che sarebbe culminata con l’attacco alla stazione radio tedesca di Gliwice. La fake news venne diffusa da tutti i mezzi di informazione e il falso attacco fu inscenato da alcuni soldati delle SS tedesche con indosso delle divise polacche. Ovviamente nessuno se ne accorse e, il giorno seguente, Hitler annunciò l’invasione del Paese confinante.

Vi starete domandando cosa c’entri il vice presidente dell’associazione albergatori elbani, Alessandro Gentini, con la premessa esposta sopra. Certamente non è nostro intento paragonare il vice di De Ferrari al dittatore tedesco, bensì riportare l’attenzione dei lettori ai tanti comunicati stampa inviati da Gentini e pubblicati senza essere verificati dalla stampa di ‘regime’, sull’attività promozionale degli albergatori all’estero. Una mancanza inammissibile per i redattori di questi organi di informazione locale, che danneggia la credibilità di tutta la categoria. «Mi piace ricordare nuovamente che stiamo parlando di un mercato di oltre 40 milioni di persone – scrive Gentini riferendosi alla Polonia – che solo negli ultimi 6 anni ha fatto un incremento del PIL del 30%, numeri che assomigliano a quelli dei mercati asiatici tanto per intenderci». Peccato, però, che dall’ultimo censimento i polacchi risultino un milione e mezzo in meno rispetto al dato diffuso da Gentini, (fonte: Parlamento europeo, ndr), mentre per il 2017 il Fondo  monetario internazionale ha previsto una crescita del Prodotto interno lordo (Pil) pari al 3,6 percento. A toglierci , infine, tutti i dubbi sulla valenza del nuovo e promettente mercato che vuole aggredire l’associazione albergatori, è una dichiarazione dell’economista e attuale primo ministro, Mateusz Morawiecki: «La metà dei lavoratori polacchi guadagna meno di 600 euro mensili». E qui la domanda sorge spontanea: con quali soldi i cugini dell’Est potranno permettersi una vacanza all’Elba?

Diffidate, dunque, da chi diffonde notizie false per avere in cambio un misero piatto di lenticchie.

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