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Un dipinto di Leonardo Da Vinci batte tutti i record in un’asta di New York

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NEW YORK, NY - OCTOBER 10: Christie's unveils Leonardo da Vinci's 'Salvator Mundi' (pictured) with Andy Warhol's 'Sixty Last Suppers' at Christie's New York on October 10, 2017 in New York City. (Photo by Ilya S. Savenok/Getty Images for Christie's Auction House)

Da pochi giorni, un quadro di Leonardo Da Vinci, ha battuto ogni record, diventando il dipinto più costoso venduto in un’asta. Questo primato non è dovuto al suo lavoro più famoso, ‘La Gioconda’, bensì al ‘Salvator Mundi’ che, lo scorso 15 novembre a New York, è stato venduto dalla nota casa d’aste Christie’s, per 450 milioni di dollari (circa 380 milioni di euro). Il quadro era l’ultima opera del genio toscano ancora di proprietà di privati e nei giorni che hanno preceduto l’asta, l’evento ha ricevuto così tanta pubblicità da portare il prezzo di partenza a 100 milioni di dollari. Il ricavato finale ha permesso al dipinto di scalzare dalla classifica internazionale delle quotazioni il quadro ‘Interchange’ di William De Kooning, venduto a 300 milioni nel 2015. Sempre in quell’anno la stessa cifra è stata spesa per un quadro di Gauguin, ‘Nafea faa ipoipo’ (Quando ti sposi?). Altre quotazioni milionarie riguardano le ‘Donne di Algeri’ di Picasso, 179,4 milioni di dollari, seguite da una delle quattro copie dell’Urlo di Munch venduta per 119,9 milioni nel 2012 e per un altro Picasso, ‘Nudo, foglie verdi e busto’ quotato 106,4 milioni. Tuttavia, il tanto clamore generato intorno al dipinto di Leonardo non è stato soltanto per via della sua altissima valutazione, ma anche per la sua storia e per le voci che lo riguardano. Qualcuno, infatti, ha ipotizzato che si tratti di un falso o che non sia stato Leonardo a dipingerlo.

A dubitare maggiormente dell’autenticità è il giornalista Walter Isaacson, autore del libro ‘Leonardo da Vinci: the Biography’. L’opera, un olio su tavola, rappresenta la figura del Cristo intento a impartire una benedizione con la mano destra, mentre nella sinistra tiene un globo trasparente. Secondo gli studiosi il lavoro risalirebbe al periodo di permanenza di Leonardo a Milano, poco prima di partire per la Francia. Nonostante l’opera sia stata autenticata da un team di esperti nel 2011, nel suo testo Isaacson spiega come, dietro la sfera trasparente, il vestito del Cristo e la mano siano raffigurati normalmente senza subire la naturale deformazione che avrebbero dovuto avere per l’effetto della luce. Un dettaglio che non sarebbe mai sfuggito a un artista attento come Leonardo. Proprio per questo il giornalista statunitense ipotizza che il dipinto possa essere o un’ottima imitazione del vero originale di Da Vinci o l’opera di un seguace. In passato, agli inizi del XX secolo, il quadro fu effettivamente venduto a Sir Charles Robinson come un’opera realizzata da Bernardino Luini, allievo di Leonardo. In seguito fu messo all’asta nel 1958 e ceduto per sole 45 sterline, circa 60 dollari. Nel 2005 ritornò sul mercato e due anni dopo, nel 2007, iniziarono i lavori per valutarne l’autenticità. Gli ultimi a potersi vantare di aver posseduto il più caro dipinto della storia sono stati il manager svizzero Yves Bouvier, che lo pagò 80 milioni di dollari, e il miliardario russo Dmitry Rybolovlev, patron del Monaco, per 127 milioni.

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