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Il Faro di Punta Polveraia a Patresi è al centro dell’attenzione pubblica, tra prese di posizione, ricorsi ed esposti. Chi abita intorno al faro, infatti, vuole delucidazioni sul progetto che ha vinto il bando di assegnazione e riqualificazione indetto da Difesa Servizi spa: la società in house del ministero della Difesa, proprietaria del faro. Ad aggiudicarsi la gara è stata l’Alfapromoter di Livorno, e i residenti della frazione, così come l’associazione ‘Amici di Patresi’, hanno presentato una richiesta di accesso agli atti per visionare il progetto che ha vinto. Non avendo ricevuto nulla, i privati hanno fatto un esposto, mentre gli ‘Amici di Patresi’ hanno fatto ricorso alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi e al Consiglio dei ministri, nonostante i documenti fossero consultabili sul sito del Corriere Elbano, dall’edizione del primo ottobre. Sull’argomento è chiaro Nicola Marra, presidente dell’associazione ‘Amici di Patresi’che, dopo l’articolo apparso sul Tirreno il 19 novembre scorso, nel quale si legge che l’associazione «esce allo scoperto e sponsorizza la soluzione presentata dalla Eporedia», la società che ha perso il bando, chiarisce: «Noi non patteggiamo per nessuno, né per la società che ha vinto né per quella che ha perso. Vogliamo vedere gli atti e riceverli dal ministero della Difesa. Sono documenti che già circolano, non capiamo perché non possiamo averli da chi ha indetto il bando. Vorremmo solo che qualsiasi cosa venga fatta nel faro rispetti il contesto naturale e il tessuto sociale locale». Poi, c’è la posizione del Comune di Marciana. «Non è intenzione di questa amministrazione – spiega il sindaco Anna Bulgaresi – fare una variante che trasformi l’uso del terreno, dove insiste il faro, da agricolo a turistico ricettivo. Figuriamoci ora che c’è anche un vincolo del ministero dei Beni culturali. Non si può procedere a una modifica di nulla, così è, e così deve restare». Ma sul nuovo vincolo interviene anche l’amministratore dell’Alfa Promoter, Manfredi Tognato: «Siamo contenti, perché ora sarà possibile definire l’impostazione della ristrutturazione destinata all’uso ricettivo direttamente con la Soprintendenza, rivedendo alcuni aspetti del progetto. Poi l’amministrazione prenderà le sue decisioni dal punto di vista urbanistico».