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Bullismo medioevale

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L’appello disperato di una mamma che chiede di porre fine agli atti di bullismo perpetrati ai danni del figlio disabile (pagina 3), riporta l’Elba indietro di secoli. La vittima delle violenze è un bambino che frequenta la scuola media Pascoli di Portoferraio. Un alunno affetto da un ritardo nell’apprendimento simile all’autismo, oggetto di ripetuti episodi di bullismo da parte dei compagni di classe, ma anche di allievi più grandi. Se aggiungiamo, poi, che è figlio di cittadini extracomunitari, residenti da anni sullo Scoglio, si aggiunge un fattore di discriminazione razziale che aggrava maggiormente la posizione dei piccoli teppistelli. Il bambino è stato sequestrato e chiuso in un bagno dell’istituto per ore, denudato e deriso in classe dai compagni. Non crediate, poi, che questi fatti non riguardino anche i nostri figli, in quanto dal racconto della coraggiosa mamma emerge un fenomeno diffuso, ma che i genitori delle vittime hanno paura di denunciare. Un atteggiamento omertoso, forse anche peggiore di quello avuto da quei padri e da quelle madri che di fronte all’evidenza, difendono e giustificano a spada tratta i figli che hanno commesso gli abusi. E da questo capiamo chi sono i veri responsabili: non i bulli, ma i genitori che non sanno più educare i propri figli. Se il bimbo va male a scuola, la colpa non è dello studente, ma dell’insegnante. Insomma quel vecchio sistema educativo di valori basato sul rispetto e che ha plasmato intere generazioni non esiste più, sostituito da genitori che parcheggiano i figli davanti a internet.

Far Web

E, quest’ultima rivoluzionaria invenzione, ci introduce al ‘bullismo’ praticato dai grandi nei confronti di chi appartiene ad una cultura ‘diversa’ dalla nostra. In questo numero, infatti, abbiamo documentato attraverso un reportage esclusivo, la prima moschea elbana inaugurata in zona Albereto a Portoferraio. «Ma una notizia così originale – tanto per citare De Andrè – non ha bisogno di alcun giornale e, come una freccia dall’arco scocca, vola veloce di bocca in bocca…». In vari gruppi Facebook la notizia dell’apertura del centro culturale islamico circolava da tempo, ed è qui che dei rari esemplari di adulti bulli/leoni da tastiera danno il peggio di sé. Alcuni di loro inneggiano all’odio e con sprezzante ironia minacciano di organizzare nei pressi della moschea delle ‘braciate’, ovvero grigliate arrosto con carne di maiale per provocare i fedeli islamici. Qualcuno, però, inserendosi nella discussione, salva quei tanti elbani che non la pensano come loro: «Guardiamo al lato positivo – chiosa un utente – Io questi commenti li salverei, così quando i nostri figli ci chiederanno: ‘Mamma cosa è il Medioevo?’, avremo già le risposte senza faticare».

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