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I nuclei abitativi abbandonati dell’architettura rurale elbana

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di Marcello Camici

L’architettura rurale è un patrimonio culturale ampiamente diffuso nelle campagne di tutta la Toscana quale espressione di insediamento abitativo usato a scopo rurale, cioè per l’agricoltura. All’Elba l’insediamento rurale è presente ed è rappresentato da nuclei abitativi abbandonati nella campagna. Questi nuclei abitativi iniziano a sorgere sull’isola nell’ottocento per un motivo ben preciso. Fino a quel periodo gli abitanti dell’Elba erano costretti per la presenza di pirati a stabilirsi lontano dal mare associandosi per la comune difesa in luoghi di difficile accesso e in posizioni elevate circondati spesso da mura difensive. Quando con l’ottocento le incursioni dei pirati si diradano e scompaiono completamente gli agricoltori iniziano ad abbandonare le località fortificate per stabilirsi nei terreni da coltivare ed ha così inizio all’Elba l’insediamento rurale. Le abitazioni rurali elbane sono molto frazionate poiché la proprietà è frazionatissima e di preferenza si trovano nelle regioni vallive non sul mare ma in prossimità, poiché nelle valli maggiore è la fertilità dei terreni per la presenza di acqua. La prossimità del mare consente poi una maggiore facilità di comunicazione per esportare e vendere i prodotti dell’attività rurale, essendo le vie terrestri più difficili da percorrere. Nella maggior parte dei casi le abitazioni rurali sono spesso riunite in gruppi (casali). Quanto alle forme e ai tipi delle abitazioni rurali, nelle sue linee generali, il tipo è pressoché uniforme. In generale le case rurali elbane sono a due piani, costruite in pietra, sassi e calcina, mentre i mattoni vengono utilizzati per i tramezzi. Il tetto è a due spioventi, coperto di tegole ed embrici. Le finestre sono chiuse con vetri e scuretti interni. Il pianterreno contiene la stalla, il fienile e la cantina. Il primo piano contiene un atrio o entratura dal quale si passa nella cucina e da esso e dalla cucina si entra nelle poche camere da letto. Qualche volta vi è un solaio ma mancano completamente i sottosuoli. Nel suo complesso la casa rurale elbana è dunque piccola. Accanto a questi caratteri generali la casa rurale elbana ha caratteristiche peculiari. La scala per il primo piano è esterna e può essere coperta o scoperta. Talvolta termina con una piccola loggia coperta all’estremo superiore. Ne consegue che i locali del pianterreno hanno tutti accesso indipendente dall’esterno. Non ci sono terrazzi e balconi esterni anche perché la scala esterna con il suo pianerottolo terminale serve da balconcino sempre ornato con vasi di fiori. La cantina a pianterreno rappresenta sempre un locale di grande estensione e di grande importanza e ciò perché la coltura delle vite ha la preminenza su tutte le altre attività agricole: il vino è il prodotto agricolo più importante dell’isola. E’ disposta di solito a settentrione, sempre al piano terra in modo che è assicurata una facile aereazione. Le cantine contengono i consueti attrezzi per la vinificazione ed in alcune i tini sono in muratura. Anche il fienile si trova sempre al pian terreno. Nell’aia davanti alla casa può esserci una tettoia che serve alla custodia dei foraggi e degli attrezzi di lavoro. Sullo spiazzo dove sorge la casa vi sono varie costruzioni accessorie; un lavatoio, una concimaia, il forno, il pozzo scoperto, e scompartimenti per animali come il pollaio, la conigliera ecc. Al di là c’erano i pagliai. Il contadino proprietario di questa casa rurale possedeva, non di rado una casetta in muratura presso i vigneti che erano più lontani dalla casa principale. Questa casetta è solo al pianterreno, divisa in tre stanzette e spesso viene utilizzata dalla famiglia come abitazione temporanea durante l’estate.

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