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Se il Consiglio regionale sancirà il voto del referendum consultivo del 29 e 30 ottobre, dal prossimo anno sarà ufficialmente istituzionalizzato il Comune di Rio. Gli elettori che si sono recati alle urne, infatti, hanno fatto valere la volontà di unire Rio nell’Elba e Rio Marina. Un voto che, in ogni caso, nella campagna referendaria ha visto una forte presa di posizione sia del fronte del ‘si’ che del ‘no’. A poche settimane dal voto, sull’Isola si discute ancora dell’esito delle urne, dove sei votanti su dieci hanno dato il via libera al progetto di fusione. Sono 743 gli elettori dei comuni di Rio Marina e Rio nell’Elba ad aver votato ‘si’ al referendum, cioè il 60,1%, contro i 494 che hanno espresso parere negativo, pari al 39,9%. Forte sostenitore del progetto di fusione è sempre stato il sindaco di Rio Marina, Renzo Galli, per il quale ora il territorio potrà fare affidamento, tra fondi statali e regionali, su 6,5 milioni di euro in dieci anni. Una fusione che dovrebbe portare a un risparmio di economie di scala, un allentamento del patto di stabilità e la possibilità di avere un maggiore peso politico. Sentito poco dopo il risultato, Galli si è lasciato a una lunga riflessione: «Avevo qualche preoccupazione per gli esiti di Rio nell’Elba, da dove ho avuto la maggiore opposizione con il comitato del ‘no’, ma alla fine la comunità ha capito la validità di questo progetto. Lo dico anche in riferimento ad altre situazioni elbane, e spero che questo risultato faccia da traino per altre semplificazioni amministrative di cui c’è bisogno». E su quale sarà l’iter che porterà al nuovo grande Comune, Galli spiega: «Adesso abbiamo il mandato per creare le basi di una nuova amministrazione. Siamo chiamati per legge a fornire lo statuto comunale e a pensare all’organizzazione degli uffici. Quando il 2 gennaio apriremo, a erogare servizi sarà il Comune di Rio, e in quella data arriverà il commissario che traghetterà l’ente alle elezioni». Chiedendogli poi, se si ricandiderà, Renzo Galli precisa: «Non credo, anche se le comunicazioni ufficiali le rimando. Vediamo, ho la rispettabile età di 70 anni ed è giusto fare largo ai giovani. Basta con i ‘papi stranieri’, il mio è un consiglio, sono anni che non c’è un sindaco locale. Credo sia giunto il momento che le due comunità sappiano esprimere un proprio rappresentante». Fermamente convinto che questa fusione non ‘s’ha da fare’ è ancora Giuseppe Coluccia, in prima linea con il fronte del ‘no’, che alla luce dei risultati del referendum, ha commentato: «Emerge una scarsa affluenza. I dati ci dicono che non c’è stata una sufficiente partecipazione. La palla ora passa in mano alla Regione, e mi auguro che questo dato venga preso in seria considerazione perché sopprimere un piccolo Comune richiede determinati elementi e fattori. La realtà dell’Elba è costituita da piccoli Comuni, deve essere difesa e non declassata da queste forme plebiscitarie. Che si possa procedere a una soppressione di un Comune dove partecipa solo il 40% degli elettori la vedo come un’operazione da democrazia di regime plebiscitaria. Mi aspettavo un risultato diverso, ma che conferma che tanta gente non è andata a votare». Ma il sindaco di Rio Marina Galli e l’ex sindaco di Rio nell’Elba De Santi, dopo il referendum, hanno simbolicamente ‘eliminato’ il confine tra i due comuni con un taglio del nastro in località San Giuseppe, dove c’era il ‘coccolo’, un albero che divideva i due territori.