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Squallida promozione

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Nel corso dell’ultima assemblea generale degli albergatori, oltre ai dati non attendibili forniti dal presidente, Massimo De Ferrari, snocciolati per evitare di parlare dei veri problemi che affliggono la categoria, sono emerse anche alcune verità sul modo in cui viene fatta la promozione turistica all’estero. A rivelarle ad una platea, fino a quel momento annoiata e sopita, è stato il sindaco di Capoliveri, Ruggero Barbetti, intervenuto come relatore nella veste di presidente del Comune capofila della Gestione associata del turismo (Gat). Nella relazione annuale, infatti, si legge che gli albergatori avevano destinato nel 2016 per la promozione dell’Elba alle fiere nazionali ed internazionali, ben 100mila euro, ma che gli sono stati rimborsati solo 35mila dall’ente pubblico che raccoglie la tassa di sbarco. Un dato subito smentito da Barbetti, il quale ha spiegato che la Gat ha dato il 50 percento del totale di quanto investito dalla categoria, e che rendiconti delle spese sostenute alla mano, certificati dalla Camera di commercio, queste ammontano a soli 70mila euro. Non si capisce, dunque, da dove siano saltati fuori i 30mila che mancano all’appello per arrivare ai centomila dichiarati sulla carta dagli albergatori. «Se avessero investito quanto dichiarato – chiosa Barbetti – avrebbero avuto dalla Gat 50mila euro, se fossero arrivati a 120mila, allora ne avremmo rimborsati 60mila». Insomma un richiamo, quasi una tirata di orecchie da parte del primo cittadino capoliverese, a spendere di più per la promozione, senza lesinare o aver paura di anticipare delle somme che in seguito vengono restituite dalla Gestione associata del turismo. Il punto vero, però, non sono tanto i costi, bensì la qualità e l’utilità della promozione gestita dall’associazione di categoria: «Diciamo le cose come stanno – incalza il presidente della Gat – è ora che la finiate di andare a fare le vacanze con i nostri soldi in Europa. Una volta ho partecipato ad una vostra fiera a Lugano e mi sono vergognato di essere elbano. Perché era una cosa così squallida, vi posso garantire squallida, che credo sia giunta l’ora di fare un passo avanti».

Aeroporto

Un altro dato che salta all’occhio nella relazione degli albergatori, è stato quello di scoprire il loro ‘decisivo’ apporto per lo sviluppo dello scalo e l’allungamento della pista di La Pila: «Al riguardo – si legge a pagina 10 del documento – la nostra associazione è intervenuta con un contributo di 10mila euro per poter concludere le trattative con i confinanti, per trovare quell’accordo che altrimenti avrebbe fatto saltare tutta l’operazione per l’attesa dei tempi degli espropri». E sì, un vero intervento ‘provvidenziale’, ma che la dice lunga su quanto la categoria creda in questa importante infrastruttura che non decollerà mai, se si continuerà ad investire così poco. Occorre invece che lo Stato, la Regione e i Comuni, finanzino 100, 200 o 300 milioni di euro per costruire, seguendo l’esempio dell’isola di Sant’Elena, un aeroporto efficiente e competitivo.

Intanto in Egitto…

«Nel corso dei primi otto mesi del 2017 – ha dichiarato Emad Fathy Abdalla, direttore dell’Ente del Turismo egiziano – abbiamo raggiunto quota 164mila arrivi dall’Italia, contro gli 83mila del 2016». Il dato evidenzia un cambiamento dello scenario internazionale; i turisti italiani non hanno più paura di viaggiare nei Paesi arabi scossi in passato dal terrorismo. In estrema sintesi, ci dice anche che la pacchia sta finendo e se non torniamo ad essere competitivi, i turisti non sceglieranno più la ‘sicura’ Elba, ma opteranno per altre mete.

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