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Lo scorso 22 ottobre, sembrava che Portoferraio avesse fatto un balzo indietro nel tempo. La struttura che sovrasta il capoluogo elbano, il Forte Falcone, costruito in epoca medicea, era tornato improvvisamente in vita. I bastioni e i cortili della fortezza, infatti, erano popolati da dame, lord e arcieri in tenuta d’epoca.

L’occasione è stata il primo torneo arcieristico medievale organizzato all’Isola d’Elba. Promotori dell’evento ‘Gli archi del Grande Falco’, associazione dell’Isola nata a gennaio 2017 dall’iniziativa di Patrizio Bolano, organizzatore dell’evento: «Sono stato a Firenze, Suvereto, Venezia e ho visto questi bellissimi tornei in costume. Insieme ad alcuni amici, essendo arcieri, li abbiamo presi e sposati. Abbiamo iniziato a seguirli e l’abbiamo portato anche all’Elba. Avevamo un posto come il Forte Falcone, che penso ce lo invidino da tutte le parti. Un anno fa abbiamo cominciato a mettere le prime basi». Tra i progetti per il futuro, ci spiega Bolano, c’è l’idea di trasformare la gara in una delle tappe del campionato italiano. Proprio per questo motivo il torneo è stato seguito da alcuni rappresentanti della Lam, ‘Lega arcieri medioevali italiana’, che ogni anno organizza i campionati nazionali: «Questa è una gara di prova. Ci mettono sotto esame e se lo superiamo il prossimo anno saremo nel circuito del campionato italiano dove avremo almeno 250 arcieri».

Bolano ci parla anche di come nasce una simile passione: «Da grandi ci portiamo dentro i giochi che facevamo quando eravamo ragazzi. Non avevamo i computer, ma giocavamo con archi, fionde e capanne e costruirsi dei piccoli archi è capitato a tutti. Però poi quando diventi grande e trovi gente che tira davvero ti incuriosisce perché il ricordo rimane innato dentro di noi. Vai a vedere un po’ come funziona e poi ti appassioni, perché veder tirare con l’arco è bello, ma farlo è un altro mondo. Quando cominci non molli più».

A partecipare all’evento di quest’anno almeno 9 compagnie venute da tutta Italia, per un totale di circa un centinaio di partecipanti. Tutti gli arcieri, hanno seguito un percorso che li ha portati a cimentarsi nelle prove previste per i 16 bersagli, tutti ricostruiti alla perfezione come nel 1200, dai disegni più classici, alle riproduzioni di animali, ognuno con diverse difficoltà, dalle ‘trappole’ da evitare per non perdere punti ai tiri nelle grotte del forte, in condizioni di quasi totale oscurità, con poche candele a far luce. La gara è iniziata poco prima delle 10 con il primo lancio, effettuato da uno dei bastioni dai due atleti più giovani della manifestazione. Prima dell’inizio della gara, inoltre, c’è stata l’esibizione di uno sbandieratore che ha dato prova della sua abilità a ritmo di tamburo. In questa edizione gli sbandieratori presenti sull’Isola arrivavano da Suvereto, ma in futuro, ci spiega Bolano, «c’è il progetto di creare un gruppo completo dell’Elba composto da arcieri e sbandieratori. Per questo motivo stiamo andando nelle scuole a insegnare ai bimbi a sbandierare perché per me è molto bello».

Al termine della competizione sono stati premiati i vincitori delle varie categorie. Per l’arco storico Paolo Biancalani è stato il primo tra i messeri, mentre Laura Cambini si è imposta tra le dame. Le altre categorie, arco di foggia storica con e senza finestra, sono state vinte da Giovanni Antonelli, Debora Del Ministro, Maurizio Attenni e Roberta Ferri. Premiati anche i più giovani: i fratelli Matteo e Davide Cancro nella categoria under 17 e Sofia Broccardi negli under 14.