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Sullo Scoglio, la notizia relativa all’inaugurazione del nuovo aeroporto internazionale costruito in una sperduta isola dell’Oceano Atlantico, non ha entusiasmato i media locali. Tanto che questa news non risulta ancora pervenuta, nonostante sia apparsa nei principali media nazionali e internazionali. Eppure le affinità che la legano all’Elba sono tante, non foss’altro che ambedue, nell’Ottocento, hanno ospitato lo stesso autorevole condottiero. Qui, vi rimase confinato per soli nove mesi, mentre nell’altra vi soggiornò ben 6 anni. E in quest’ultima trovò la morte. Alcune leggende narrano che fu avvelenato dagli inglesi che lo tenevano prigioniero, mentre sul certificato di morte datato 5 maggio 1821, viene indicato un tumore allo stomaco quale causa del decesso. Ma la cosa più importante è che queste due isole sono famose nel mondo e citate nei libri di storia, per il solo fatto di averlo ospitato. Insomma, l’Elba e Sant’Elena, sono legate indissolubilmente dal passaggio di Napoleone Bonaparte. Sant’Elena, dunque, come del resto ha fatto e sta facendo l’Elba, ora intende sfruttare le dimore e i luoghi dove visse i suoi ultimi anni l’imperatore francese, per attirare potenziali frotte di turisti.

L’isola, grande 120 chilometri quadrati, è per lo più spoglia e caratterizzata da pendii impervi, burroni e pareti rocciose, motivo per il quale non può sfruttare il turismo balneare. L’unica attrazione è la residenza di ‘Longwood House’, una villa appartenuta all’ex governatore dell’isola, circondata da giardini e restaurata appositamente per ospitare Napoleone. Ma per intraprendere questa nuova sfida, gli abitanti e chi li governa, si sono dotati di un moderno ed efficiente aeroporto, con una pista capace di far atterrare un Embrader E190 da 76 posti. Questo per dire che, a differenza dei politici elbani, hanno una ‘visione’ ben chiara del loro futuro. Utilizzando come leva un lascito del passato, costruiranno le fondamenta per innestare un’economia basata sul turismo. L’aeroporto è costato circa 285 milioni di sterline (circa 322 milioni di euro), ma se come prevedono entrerà a pieno regime con l’arrivo di numerose compagnie aeree, sperano di rientrare dell’investimento in soli 15 anni.

Da noi, invece, il piccolo aeroporto di La Pila rimarrà chiuso per sei mesi e le speranze che un vettore aereo sia interessato ad operarvi, nonostante l’ottimismo manifestato da Gorgoglione, sono molto scarse. L’unica soluzione per il futuro dell’Elba, è uno scalo costruito in mare. E non importa se per realizzarlo saranno necessari 400 milioni di euro. D’altronde, Sant’Elena docet.

La nave era l’unico mezzo per raggiungere il luogo dove morì Napoleone

Con l’apertura dell’aeroporto internazionale, dallo scorso 14 ottobre, l’Isola di Sant’Elena è più vicina al resto del mondo. Il primo aereo commerciale a toccare terra sul protettorato britannico, dove Napoleone Bonaparte passò gli ultimi anni della sua vita in esilio, è stato un Embrader E190 della compagnia sudafricana Airlink, abilitato al trasporto di 76 passeggeri. Attualmente la frequenza dei voli è di una partenza la settimana, ogni sabato, da Johannesburgh, in Sudafrica, con uno scalo tecnico a Windhoek, capitale dello stato della Namibia, per un totale di sei ore di viaggio. Inoltre, a partire dal 2018, la compagnia aerea sudafricana introdurrà sulla rotta un nuovo modello di aeromobile in grado di viaggiare con 87 passeggeri.

Un balzo in avanti per l’isola, al centro dell’Oceano Atlantico meridionale a metà strada tra l’Africa e il Sud America, che fino ad oggi era raggiungibile in sei giorni di navigazione, una volta al mese, a bordo della RMS St Helena, ultima nave postale britannica ancora in servizio. Costruito su un altipiano roccioso, Prosperous Bay, a 300 metri sul livello del mare, l’aeroporto internazionale ‘Saint Helena Airport’ ha una pista lunga quasi 2mila metri e larga 45. Il progetto di ammodernamento della struttura, già preesistente, costato circa 285milioni di sterline, è stato ultimato la primavera scorsa, ma per motivi di sicurezza, legati alle forti raffiche di vento che frequentemente spazzano la pista, ha avuto il via libera dall’autorità competente, l’Assi (Air safety support international), con relativa certificazione, soltanto questo autunno.

I lavori sono iniziati nel 2012, e il giorno di apertura era stato inizialmente fissato per il 21 maggio 2016, data simbolica in quanto rappresentava l’anniversario della scoperta dell’isola da parte dei portoghesi nel 1502 e, contestualmente, è il giorno in cui si festeggia Sant’Elena di Costantinopoli, dalla quale l’isola prende il nome. Questa importante infrastruttura porterà un aumento esponenziale delle presenze turistiche sull’isola, dando un importante apporto alla fragile economia locale basata, oggi, soprattutto su pesca, agricoltura e allevamento, con un reddito annuo pro capite di circa 7mila sterline. Si calcola, infatti, che con il nuovo aeroporto il flusso turistico arriverà a toccare cifre vicine alle 30mila unità annue, dalle 3700 del 2016.

L’adeguamento dell’aeroporto agli standard di sicurezza internazionali, ha dato una notevole spinta all’industria turistico-alberghiera con la costruzione e l’ampliamento di numerose infrastrutture. Infatti, con l’inaugurazione dei voli, a Jamestown, capoluogo dell’isola, ha aperto anche il primo albergo di lusso, con circa 30 camere. In progetto c’è anche l’ampliamento del porto per consentire l’attracco delle navi da crociera che al momento sono rare poiché costrette ad ormeggiare in rada. Le bellezze naturalistiche, storiche e culturali dell’isola, saranno quindi accessibili a un numero sempre maggiore di turisti e su alcuni portali di viaggi e agenzie online sono già in vendita pacchetti vacanza di una settimana al costo di circa 3mila euro.

La nave di Sua Maestà

A febbraio 2018 la nave postale postale Saint Helena solcherà per l’ultima volta le acque dell’Oceano Atlantico che separano l’isola di Sant’Elena da Città del Capo in Sudafrica. Costruita nei cantieri della Hall, Russell & Company ad Aberdeen, è entrata in servizio nel 1990 per trasportare merci e persone nei territori d’oltremare della corona inglese. Fino all’apertura dell’aeroporto internazionale, lo scorso 14 ottobre, l’ultima nave postale britannica ancora in servizio, era l’unico mezzo per poter raggiungere Sant’Elena. La nave Una volta al mese, in cinque o sei giorni di navigazione, il postale britannico riesce a coprire le quasi 1800 miglia nautiche (circa 3100 Km) che separano il golfo di Jamestown, capitale dell’isola, dal porto di Città del Capo in Sudafrica. Per toccare terra, però, i passeggeri devono fare un ulteriore trasbordo con dei gommoni di servizio dalla rada al porto, troppo piccolo per poter permettere l’attracco alla St Helena.

Oltre a 156 passeggeri e 56 membri di equipaggio la motonave è abilitata al trasporto di 1800 tonnellate di merci. La sezione adibita al trasporto di persone è organizzata come una vera e propria nave da crociera in miniatura. Gli ospiti sono alloggiati in 51 cabine smistate a seconda della classe su tre dei quattro ponti. Oltre ad una piccola piscina il viaggio è allietato da un menù misto che fonde le tradizioni culinarie isolane con quelle inglesi.

L’ultima dimora dell’illustre esule

L’isola di Sant’Elena ospitò Napoleone Bonaparte in esilio dal 1815, dopo la sconfitta di Waterloo, fino al cinque maggio 1821, giorno in cui l’Imperatore spirò. Divisa in otto distretti con una superficie di circa 122 chilometri quadrati ospita poco più di 4500 persone, le quali si concentrano per la maggior parte nel capoluogo Jamestown e nel centro abitato di Longwood, un piccolo altipiano a 500 metri sul livello del mare, esattamente a metà strada tra il capoluogo e il nuovo aeroporto internazionale. La cittadina è nota perché ospita una delle maggiori attrazioni turistiche della piccola isola al centro dell’Oceano Atlantico meridionale: la villa in cui trascorse gli anni del secondo esilio Napoleone. L’ultima residenza dell’Imperatore, infatti, è nota come ‘Longwood house’ e oggi è un museo visitabile al costo di 10 sterline. Ben conservata e perfettamente restaurata, la villa offre ai visitatori uno spaccato della vita del celebre generale esiliato. Gli arredi sono quasi tutti dell’epoca e sono esposte numerose lettere e documenti originali. Inoltre è possibile sbirciare dagli spioncini delle persiane che Napoleone stesso utilizzava per controllare le sentinelle poste a guardia della casa per impedirgli la fuga. Dopo una passeggiata nei giardini, che l’Imperatore amava particolarmente e che contribuì a progettare, si può facilmente raggiungere ‘Sane Valley’, dove furono deposte le sue spoglie fino al 1840, anno in cui vennero riportate in Francia.

L’aereo da 76 posti

Il primo aereo a toccare terra, lo scorso 14 ottobre, all’isola di Sant’Elena è stato un Embrader E190 della compagnia sudafricana Airlink. Una volta a settimana l’aeromobile da Johannesburg in circa sei ore, con uno scalo tecnico a Windhoek, capitale dello stato della Namibia, raggiungerà il neonato aeroporto internazionale dell’isola che ha ospitato Napoleone Bonaparte dalla sconfitta di Waterloo fino alla sua morte, il 5 maggio 1821. Il velivolo, di costruzione brasiliana, sarà in rotta ogni sabato fino alla fine di quest’anno, trasportando 76 passeggeri, per poi esser sostituito nel 2018 con un modello da undici posti in più. Il costo del biglietto attualmente è di circa 500 euro, ma la compagnia aerea ha assicurato che nei prossimi mesi con il consolidarsi della tratta non supererà i 350 euro.