CONDIVIDI

Il degrado delle ville napoleoniche di Portoferraio sarà presto un lontano ricordo. È questo l’obiettivo che si è posta Antonia D’Aniello, direttrice dei due poli museali della villa dei Mulini e San Martino. Negli ultimi tempi, ci spiega «abbiamo fatto un passo avanti nella cura dei musei dal loro esterno. A cominciare dai giardini stiamo pian piano recuperando sempre più spazi per aprire quanto più è possibile le zone verdi che sono un biglietto da visita molto affascinante delle ville». Girando per il parco nel complesso di San Martino è possibile ammirare la serra progettata da Coppedè per Pilade Del Buono che, fino a poco tempo fa, era completamente nascosta dalla vegetazione incolta. I lavori, però, non si fermano certo qui. Uno degli obiettivi futuri è il restauro delle due fontane presenti nelle ville: «Sono interventi non di grande impegno finanziario che darebbero sicuramente un tocco in più alle due residenze». A questo proposito la direttrice lancia un appello agli imprenditori elbani affinché contribuiscano finanziariamente al restauro grazie ad ‘Art Bonus’ «un sistema attraverso cui le aziende private, ma anche i singoli cittadini possono poi avere delle detrazioni fiscali. Quindi un modo per fare propri i musei e sentirli come patrimonio comune». Infine, per migliorare l’offerta culturale dell’Isola, il vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Portoferraio, Roberto Marini, ha spiegato come l’amministrazione stia pensando per il futuro a un’offerta culturale unita con un ticket unico che comprenda le ville napoleoniche, di competenza ministeriale, e i musei cittadini.