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La vespa ‘velutina’ minaccia il miele elbano

Le specie aliene invasive: cosa e come comunicare al grande pubblico

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di Aurora Ciardelli 

Il Raggruppamento Carabinieri Parco Arcipelago Toscano ha chiesto di avviare una campagna di segnalazione sulla presenza della “Vespa Velutina” o Calabrone asiatico, un insetto alieno in rapida diffusione dalla Liguria. La specie costituisce una seria minaccia per tutta l’apicoltura italiana. E’ un predatore la cui dieta è costituita in gran parte di api che caccia in prossimità dell’alveare. Il comportamento predatorio è impressionante, le vespe pattugliano in volo lo spazio aereo di fronte l’arnia delle api e catturano in modo spettacolare le api che si involano a bottinare fino a costringerle a non uscire dall’arnia. Le api non sono in grado di difendersi e rimangono senza nutrimento.

La “Vespa Velutina” è una specie arrivata per la prima volta in Francia nel 2004, probabilmente con un carico di merci dalla Cina e ha avuto una rapidissima e impressionante diffusione anche in altri paesi europei. Da quest’anno è stata segnalata anche in Toscana con rischio di diffusione nei prossimi anni in tutta l’Italia centro settentrionale. E’ importante il monitoraggio della diffusione della specie e sono utilissime le segnalazioni dei cittadini, degli apicoltori e di chiunque abbia occasione di osservare questo insetto.

In rete ci sono siti con tutte le informazioni utili, che indicano come si fa a riconoscerla e come si può catturare con una semplice trappola (www.stopvelutina.it e www.vespavelutina.eu). Il Parco in collaborazione con il mondo scientifico da tempo investe energie e finanzia progetti per la lotta alle specie aliene invasive (Progetto Corem, Life + Montecristo 2010, Resto con Life e Life Asap) per la ricerca di soluzioni innovative e per sensibilizzare i cittadini sul problema indicando anche comportamenti utili a ridurne la diffusione.

Cosa sono le specie aliene invasive?

Per specie aliena si intende una specie trasportata dall’uomo, in maniera volontaria o accidentale, al di fuori della sua area di origine, la cui introduzione e diffusione causa impatti negativi alla biodiversità e ai servizi ecosistemici collegati (cioè i servizi che gli ecosistemi assicurano all’uomo come l’acqua e l’aria pulita, il legname o l’impollinazione). Talvolta gli impatti si estendono anche sulla salute umana e sull’economia. Un caso relativamente recente e molto conosciuto è quello del punteruolo rosso delle Palme, un coleottero di origine asiatica, che ha già causato la morte di numerosissime palme. Ma ci sono tanti casi di introduzione di specie aliene invasive, dovute a comportamenti involontari o inconsapevoli dell’uomo, e di cui spesso non si conoscono la dannosità e gli effetti sulla biodiversità. Non si tratta di tematiche semplici perché spesso le specie aliene invasive sono amate e amabili come il fico degli ottentotti, le agavi, lo scoiattolo grigio, il giacinto d’acqua o il muflone.

Il corso: “Le specie aliene invasive”

L’importanza di comunicare e sensibilizzare su questi temi è fondamentale. Questo e molto altro è emerso durante il Corso di formazione per operatori didattici di aree protette dal titolo “Le specie aliene invasive: cosa e come comunicare al grande pubblico” organizzato nell’ambito del Progetto Life Asap e tenutosi al Parco nelle giornate del 23 e 24 ottobre. Destinatari del corso quelle figure professionali che interagiscono quotidianamente con visitatori, scolaresche, turisti e che, proprio per questo ruolo, sono fondamentali “moltiplicatori di conoscenze” e “generatori di consapevolezza” sui grandi temi di conservazione delle biodiversità. Il Parco con il progetto Life Asap prosegue l’impegno nella lotta alle specie aliene invasive anche sul fronte della sensibilizzazione ed educazione, perché il fenomeno è strettamente connesso ad attività comuni ed è quindi essenziale promuovere comportamenti più responsabili da parte di tutti i settori della società più interessati: cacciatori, pescatori, commercianti di animali da compagnia, florovivaisti, operatori di orti botanici, musei scientifici, zoo e acquari.

Saranno diffusi e condivisi con queste categorie specifici codici di condotta che contengono suggerimenti e consigli utili per limitare il rilascio e la diffusione delle specie aliene invasive da parte di ogni gruppo di interesse. Anche il singolo cittadino può contribuire in molti modi, in primo luogo attraverso l’adozione di comportamenti responsabili: evitando di comprare specie aliene invasive come animali da compagnia e, soprattutto, di liberarle nell’ambiente (la tartaruga dalle guance rosse è l’esempio più classico), facendo attenzione a quali piante si scelgono per abbellire il proprio giardino per evitare che possano diffondersi nell’ambiente circostante, segnalando tempestivamente nuovi focolai di invasione e aiutando, ove possibile, a rimuovere le specie più dannose permettendo il recupero degli ambienti naturali.