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De Ferrari sfida il conte Mascetti

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La relazione presentata lo scorso 12 ottobre all’Hotel Hermitage, all’annuale assemblea degli albergatori elbani, dal vertice della categoria, Massimo De Ferrari, sembrava scritta dal personaggio della celebre pellicola ‘Amici miei’. Il conte Raffaello Mascetti, meglio noto come Lello, interpretato da un formidabile Ugo Tognazzi, era solito ingannare il prossimo con la sua ‘supercazzola’, cioè una frase priva di senso logico composta da un insieme casuale di parole reali e inesistenti, esposta in modo ingannevolmente forbito e sicuro a interlocutori che, pur non capendo, alla fine la accettano come corretta. Il termine è utilizzato per indicare chi parla senza dire nulla. Ecco la sintesi esatta del contenuto della relazione esposta dal presidente dell’assise degli albergatori. Quest’ultimo, infatti, era certo che i principali media locali, non tutti, avrebbero preso i suoi dati come oro colato, tanto che il ‘copia e incolla’ ha invaso i principali siti di ‘disinformazione’. Tutti i grafici artatamente diffusi da De Ferrari, avevano il preciso scopo di creare una cortina fumogena per confondere i lettori che avrebbero letto la notizia senza alcuna verifica da parte di chi l’aveva pubblicata. De Ferrari, dunque, era convinto di farla franca anche stavolta. Peccato, però, che l’assessore regionale al Turismo della Toscana, Stefano Ciuoffo, invitato come relatore allo stesso tavolo, lo abbia sbugiardato di fronte alla platea dei presenti. L’esponente della Giunta Rossi, infatti, ha contestato i grafici e i numeri presentati dagli albergatori, ritenendoli non fondati su dati scientifici, dunque senza alcun valore statistico. E ha ribadito che per fare una promozione mirata non vanno stimati dei dati presunti, ma si devono rilevare con metodologie e protocolli appropriati. Un problema riscontrato non solo all’Elba, ma anche all’interno di alcuni uffici regionali che forniscono dati all’organo esecutivo. Nella parte della relazione dove si esprimeva l’impossibilità di ampliare le strutture ricettive, dovuto a delle presunte limitazioni imposte dal Piano di Indirizzo Territoriale (Pit), l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Vincenzo Ceccarelli, ha chiarito che la norma era stata mal interpretata dagli albergatori, in quanto non vieta affatto di ristrutturare l’esistente, né di ampliare le superfici entro il limite previsto del 10 percento. Il problema, però, non consiste nel divieto di nuove colate di cemento o nell’aumento dei volumi, bensì nella ristrutturazione urgente dell’esistente che versa in uno stato pietoso. Ovviamente non riguarda tutti gli hotel, ma è questo il vero gap qualitativo che impedisce all’Elba di essere competitiva rispetto ad altre località turistiche. E’ inutile che De Ferrari continui a rimandare l’argomento cercando di confondere con le sue ‘supercazzole’. Nel documento, infine, nessun accenno al Bonus alberghi, il decreto del Governo Gentiloni, con il quale sono stati stanziati 240 milioni di euro per le imprese alberghiere e agriturismi. Il bonus fiscale potrà arrivare fino al 65 percento delle spese sostenute per gli interventi di ristrutturazione edilizia, per la riqualificazione di incremento dell’efficienza energetica o riqualificazione antisismica, eliminazione delle barriere architettoniche e per i costi sostenuti per l’acquisto di mobili e componenti d’arredo. Per la cronaca, De Ferrari è stato riconfermato alla guida dell’associazione, ciò vuol dire che per altri 4 anni dovremo ancora sorbirci le sue ‘supercazzole’.

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