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Il Comune di Rio Elba rimane senza una guida, dopo le dimissioni del sindaco Claudio De Santi. Una decisione, quella del primo cittadino, giunta dopo una serie di valutazioni, vista l’impossibilità di risanare il debito del Comune, evidenziato da un’analisi della Corte dei Conti che ha riscontrato la presenza di un extra-deficit di circa 2,5 milioni di euro per quanto riguarda il bilancio del 2014. «Sono consapevole che non ci sono gli estremi per una prosecuzione del mandato – spiega De Santi – Tuttavia l’amarezza resta, avrei voluto continuare nell’attività amministrativa non solo in questo mandato, ma magari anche nel prossimo. Purtroppo le condizioni finanziarie del Comune non consentono questo».

Per risanare i conti (che De Santi tiene a specificare non sono debiti verso terzi, ma si tratta di ricostituire dei fondi vincolati per poter eseguire delle opere) un aiuto verrebbe dalla possibile riunificazione di Rio Elba con Rio Marina in quanto «con l’unificazione lo Stato e la Regione intervengono con circa 5 milioni e mezzo di finanziamenti che porterebbero a Rio Elba porterebbe circa 3 milioni che sono la cifra necessaria per ricostituire i fondi e poter realizzare le opere che non sono state realizzate. Questa fusione sarebbe la soluzione dei problemi di Rio Elba. A Rio Marina non danneggerebbe né apporterebbe niente, mentre a Rio Elba i fondi servirebbero per la ricostituzione dei fondi vincolati. Secondo me la riunificazione sarebbe la ciliegina sulla torta».

Il sindaco ha comunicato la sua decisione con una nota inviata all’Ufficio Protocollo del Comune. Con lui si sono dimessi anche il vicesindaco, Rita Matacera e l’assessore, Giovanni De Muro. A questo punto dovranno trascorrere 20 giorni, durante i quali il sindaco può ritirare le sue dimissioni. Una possibilità remota, come ci spiega lo stesso De Santi: «potremmo anche ritirarle, ma non credo ci siano i termini perché ormai l’analisi è stata fatta».  Trascorso questo periodo, in caso di conferma delle dimissioni, il consiglio comunale e la giunta si scioglieranno. A quel punto la guida del Comune sarà affidata a un commissario prefettizio e, successivamente a un commissario straordinario che porterà il Comune verso le nuove elezioni.