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Hotel Residence Le Acacie: un quattro stelle che ne vale due

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I lettori più attenti ricorderanno quando a ottobre dello scorso anno, il presidente della Banca dell’Elba, nonché socio fondatore della Fondazione dell’Erba, Luca Bartolini, ci invitò caldamente “a farla finita” con il Mystery Client, in quanto rovinava l’immagine dello Scoglio (The Bank of Elba, ndr). Secondo voi perché l’illustre banchiere non gradiva il nostro cliente in incognito? Ovviamente perché ha e aveva, un conflitto di interessi, essendo proprietario dell’Hotel Residence ‘Le Acacie’. Un albergo che, come leggerete sotto nel dettagliato reportage del nostro Mystery, ha un urgente, anzi diremo impellente, bisogno di essere ristrutturato. E se la sua banca non gli fa credito, può sempre rivolgersi al Monte dei Paschi di Siena che ha siglato una convenzione con la sua categoria per la concessione di mutui fino a un massimale di 400mila euro…

Il Mystery Client all’’Hotel & Residence ‘Le Acacie’

L’albergo è situato in località Naregno a Capoliveri, ed è classificato come 4 Stelle, ma non si può nemmeno dire che viva di ricordi. Una costruzione che evoca l’alveare e la scarsa cura lo declassano senza mezzi termini. L’ingresso abbastanza gradevole, con vialetti e piante, e il personale di reception molto cortese non suppliscono a un interno ‘ordinario’ e sciatto.

Prenotazione

La disponibilità della stanza è stata chiesta e confermata via e-mail, visto che sui siti di prenotazione online, le date scelte per il soggiorno erano segnate in ‘rosso’, ossia tutto pieno, non è stato possibile acquistarla in rete. La conferma della prenotazione è stata inviata via e-mail in inglese e senza quotazione, benché espressamente richiesta. Il costo della stanza doppia con colazione per due persone, a giugno, è stato di 212 euro. Peccato, però, che sul sito dell’hotel, il costo, tenuto conto del periodo e del tipo di soggiorno, non compare affatto. Le Acacie dispongono di camere Doppie Basic, Classic o Classic Plus. Dove ho dormito? Mistero, nella ricevuta non viene riportato il tipo di stanza assegnata.

Ingresso e accoglienza

L’insegna posta sulla costruzione è decisamente sgraziata e old-fashioned, ma si vede sicuramente dalla luna. La hall con bar, completamente rinnovata, si affaccia su una piscina di tipo olimpionico, e poi, verrebbe da dire, ‘non aprite quella porta’. Per raggiungere la stanza, si prende una scala con un corrimano in legno, si percorre un corridoio di maioliche verdi scolorite e spazzate non di recente. E poi sedie mezze rotte con un passato forse glorioso, divanetti impolverati e porte scure che ricordano le estati in colonia con la parrocchia. Il parcheggio viene assegnato all’atto della registrazione: in pratica il numero dello stallo corrisponde a quello della camera. E’ ampio, a tettoie, ma attenti a rientrare dopo il tramonto. Sia benedetto lo smartphone con torcia: una volta posteggiata l’auto, si è avvolti dal buio pesto e per orientarsi tra vialetti e praticelli all’inglese si va un po’ a intuito.

Camera

La camera, con mobili in legno scuro, sempre di (scarso) gusto retrò, non fa di certo pensare al mare e all’estate, è piuttosto angusta e forse non viene occupata da tempo. Polvere sotto e sopra i mobili, capelli per terra, macchie sul copriletto e un ventilatore a pala arrugginito. Le lenzuola, viva Dio, sono pulite e stirate. Un mobiletto rovinato racchiude un minibar vuoto. Nella stanza, solo una presa elettrica, quella della TV, quindi per mettere in carica telefoni e tablet è necessario staccare il cavo, infilandosi sotto uno scrittoio. Le speranze sono riposte in quella porta-finestra. Sicuramente si godrà del fresco su un terrazzo con una bella vista. La maniglia è traballante, le imposte un po’ scolorite, ma sarà sicuramente una sorpresa: eccola, un balconcino angusto di 3-4 metri quadrati, con un tavolino e una sedia in plastica, difficile starci in due e arduo stendere gli asciugamani. E la vista? Groviglio di cavi, un pezzo di piscina e caldo torrido. Alcune stanze di livello superiore possono godere’ di balcone più spazioso, ma senza esagerare.

Il bagno

Il bagno è cieco e senza aspiratore, un grande specchio annerito, rubinetteria e porta asciugamani vecchiotti e ossidati. Una zanzara spiaccicata sulla porta è oramai un fossile. Pessimo il set di cortesia con una crema da corpo di incerta datazione.

Colazione

La colazione è tutt’altro che ‘Le Grand Bonjour’ descritta sul sito dell’hotel. E’ allestita in una struttura esterna coperta da un tendone ad alta temperatura, in pratica una specie di ‘serra’, sì sul mare, ma con vista sbarrata da siepe. La privacy se non altro è salvaguardata! Tavoli apparecchiati sommariamente con tovaglie di carta, il pane non tutto fresco, diversi cartoni di latte appoggiati disordinatamente di fianco alla macchinetta del caffè self-service, aperti, non un bel vedere, e men che meno un buon bere, con le temperature estive. Per il resto, prodotti-imitazione (marmellata, cioccolata da spalmare) perlopiù mediocri.

La spiaggia

La spiaggia attrezzata è a due passi, ma dà il suo saluto con un cartello sgrammaticato, che recita “Welcome ON (to, ndr) the beach”, e nel prezzo del soggiorno non è compreso neanche uno spicchio di sabbia. Dell’Hotel Le Acacie fa parte anche un bar, sempre vista su siepe e, se si ordina un caffè con un goccio d’acqua, ti viene servito in un bicchiere di plastica bianca a 0.99 per 100 pezzi, in pratica quelli delle feste delle medie, ma di qualche decennio fa. E se si vuole bere una birra, i prezzi sono decisamente alti: oltre un euro in più rispetto ad altri bar sulle spiagge dell’isola. Conclusioni L’Hotel & Residence Le Acacie è bocciato, perlomeno se si fregia della categoria ‘4 stelle’.

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