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De Ferrari vince la Coppa Cobram

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Per la bella immagine che De Ferrari contribuisce a dare dell’Elba, una giuria di esperti presieduta dalla contessa Pia Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare, ha deciso di consegnargli l’autorevolissima ‘Coppa Cobran 2017’, senza neanche farlo salire alla bersagliera in sella alla bicicletta. All’Hotel Hermitage, infatti, di proprietà del presidente dell’associazione albergatori, Massimo De Ferrari, la Capitaneria di porto elbana ha scoperto che nei ristoranti dell’albergo si somministrava ai clienti del pesce surgelato facendolo pagare come fresco. Stavolta, però, a svelare questa vera e propria ‘truffa’ non è stato il nostro Mystery Client, ma l’autorità preposta al controllo della filiera ittica e alla tutela della salute dei consumatori. Anche se c’è da riconoscere al nostro cliente in incognito, di aver capito prima di tutti durante la sua visita avvenuta lo scorso anno nel regno incantato di De Ferrari, che la struttura non aveva le caratteristiche e i servizi richiesti da un cinque stelle. E rimase talmente scontento che decise di toglierli una stella, declassandolo a quattro. Il cliente in incognito dimostrò con foto e filmati che quello che si raccontava e si diceva in giro sull’Hermitage, ovvero della sua magnificenza e superiorità rispetto agli altri alberghi dell’Isola, era un’autentica favola. E come tale non vera. Innanzitutto per il prezzo: una notte in mezza pensione e in bassa stagione, era metà maggio per la precisione, gli costò la bellezza di 315 euro. In camera il lenzuolo presentava una striscia nera e la specchiera segni di ditate lasciate dall’ospite che lo aveva preceduto. E poi polvere, capelli, peli e un pezzo di intonaco, segni evidenti di una pulizia sommaria e approssimativa. Il Mystery definì l’arredamento della camera, ma anche quello di altri ambienti della struttura, vetusto e dallo stile che ricordava un albergo di mare anni Settanta. Nel menù del ristorante notò la presenza di molti piatti che utilizzavano ingredienti surgelati, a discapito di quelli freschi che il cliente si sarebbe aspettato di trovare. Scelta bizzarra anche questa, trattandosi di un hotel di mare che può avere il pesce a km zero. E ora ci viene il dubbio che De Ferrari, dopo aver letto la recensione del Mystery, abbia eliminato qualche asterisco, ma lasciando invariato il prodotto surgelato servito agli ignari clienti. Il prezzo? Quello è certamente aumentato, perché c’è una bella differenza tra il costo del pesce fresco rispetto a quello congelato. Il cliente in incognito, nelle sue raccomandazioni finali, consigliò anche l’assunzione di un ‘quality manager’ o di una governante generale con maggiore esperienza per quella tipologia di hotel. Evidentemente il consiglio non è stato seguito dai proprietari del-l’Hermitage. Ma come più volte ci è stato suggerito da alcuni buonisti, non bisognerebbe parlare male di De Ferrari e dei suoi alberghi, perché l’imprenditore dà lavoro a centinaia di persone. E allora ci siamo chiesti come vengano trattati i suoi dipendenti. La risposta ci è stata data lo scorso giugno, quando raccontammo del giovane ragazzo che fu licenziato dall’Hermitage senza nemmeno aver firmato il contratto prima che iniziasse a lavorare. Inoltre fu adibito a mansioni che non erano quelle concordate e non gli fu dato l’abbigliamento di sicurezza previsto per alcuni interventi di manutenzione della struttura che gli dava lavoro. Certo, dopo la lettera di contestazione inviata dall’avvocato del lavoratore, fu riassunto dall’albergo. Peccato, però, che il ragazzo fosse già tornato nella sua regione di provenienza.

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