Home Cronaca Magnetic festival: nelle miniere del Ginevro riecheggiano le note della grande lirica

Magnetic festival: nelle miniere del Ginevro riecheggiano le note della grande lirica

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Un festival magnetico di nome e di fatto. A testimoniarlo le tantissime persone che hanno affollato le platee per assistere ai concerti e alle opere di piazza Matteotti e della miniera del Ginevro. Quest’ultima, in particolare, è diventata per questa edizione, una vera e propria casa dell’Opera. Dopo la serata inaugurale, infatti, sono andate in scena tre grandi opere di Giuseppe Verdi e Gioacchino Rossini: la Traviata, l’Aida e il Barbiere di Siviglia. Il capolavoro di Rossini, inizialmente non previsto dal programma, sè stato organizzato in sostituzione del concerto del violinista Nigel Kennedy che, a causa di una serie di problematiche, non si è potuto svolgere. Una situazione che all’inizio ha un po’ spiazzato l’organizzazione, intenzionata, grazie all’esibizione del grande violinista, ad attirare un pubblico più giovane che solitamente non si reca a teatro per vedere l’opera preferendo i concerti di musica classica. Per fortuna, ci spiega il direttore dell’orchestra, Stefano Giaroli, nonostante il poco preavviso «siamo riusciti in poco tempo ad organizzare un cast di primissimo ordine. Il coro e l’orchestra sono quelli che già abitualmente frequentano questa splendida kermesse, mentre gli artisti sono giovani cantanti, ma non così giovani da essere inesperti. Hanno già calcato i più prestigiosi palcoscenici d’Italia e anche del mondo. Un cast veramente di altissimo livello che oltre ad essere di valore dal punto di vista vocale e musicale, sa anche far divertire, perché non dimentichiamo che il Barbiere è un’opera buffa». Il maestro ci dà anche la sua opinione sulla location molto particolare in cui si è trovato a dirigere l’orchestra: «Rispetto a un teatro tradizionale qui siamo agli antipodi. Il mitico direttore d’orchestra Arturo Toscanini, diceva che all’aperto si gioca solo alle bocce. Per fortuna non è necessariamente così, ma aveva le sue ragioni. Però, diversamente da altri posti dove fare musica all’aperto è veramente difficile, qui c’è qualcosa in più. La sera della Traviata c’era come soffitto un cielo stellato veramente incredibile che costringeva tutti noi a ripensare questo mestiere e questa musica». Anche Giulio Boschetti, baritono, che ne Il Barbiere di Siviglia interpreta Figaro, è rimasto molto colpito dallo scenario delle miniere del Ginevro: «Mi piace definirla opera extreme, nel senso che questa location è sicuramente molto affascinante e accattivante, però allo stesso tempo anche estrema. In quanto siamo proprio in balia delle forze della natura tra il vento e le rocce. Si tratta, però, di un’esperienza che consiglio a tutto il pubblico perché è veramente affascinante e divertente». Molto soddisfatto per la riuscita della manifestazione, Piero Gagliardi, vicepresidente di Maggyart, associazione culturale organizzatrice dell’evento: «Siamo molto contenti per l’andamento di questo festival, che quest’anno è stato veramente speciale. La Traviata è stato un successo veramente straordinario. Nessuno quando viene in questa miniera abbandonata si aspetta di trovare un allestimento così. Il pubblico, in ogni serata è stato veramente entusiasta. Oltretutto siamo riusciti ad attirare un 40 per-cento di turisti stranieri tra cui molti tedeschi». E la partecipazione non si è limitata agli eventi nelle ex-miniere di Capoliveri: «In piazza (Matteotti, ndr.) è stato sempre strapieno. Un grande risultato perché non è un prodotto facile da portare in un’isola di vacanzieri. La musica classica è un pochino di nicchia, però è qualcosa su cui puntiamo molto perché si tratta di cultura. Ne abbiamo bisogno tutti quindi per noi è veramente il nostro obiettivo, portare la cultura in quest’isola».

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