Home Speciali Grand Hotel Pianosa

Grand Hotel Pianosa

5453
0
SHARE

Cinquecento euro a notte per una camera a giugno. Hotel Bay a Montecarlo? Hotel Belmond Splendido Mare a Portofino? No, semplicemente l’Hotel Milena a Pianosa. Nulla di strano per una struttura di lusso, un po’ meno normale per un piccolo e semplice hotel. Le dodici camere dell’albergo, disposte su due piani, sono arredate in modo spartano e la struttura appare evidentemente datata nonostante la recente ristrutturazione. Il pranzo e la colazione, invece, vengono serviti ad alcune centinaia di metri dal-l’albergo, in una struttura separata che viene utilizzata anche come punto di ristoro per i turisti che visitano quotidianamente l’isola carcere. Insomma una pensione al prezzo di un cinque stelle super lusso.

Certamente l’unica struttura ricettiva presente sull’Isola del Diavolo, offre la possibilità di pernottare in un luogo paradisiaco e ancora in parte incontaminato, che la presenza del carcere di massima sicurezza ha preservato dall’edilizia selvaggia e dallo sfruttamento eccessivo del suolo. Tuttavia, il regime di monopolio e le bellezze naturali da sole non possono giustificare un prezzo così elevato, soprattutto per un’attività finalizzata al reintegro di detenuti e non alla mera speculazione. Le strutture presenti sull’isola, infatti, vengono date in concessione a cooperative sociali con lo scopo di favorire il percorso rieducativo di crescita umana e professionale dei detenuti che vi lavorano all’interno.

Da quest’anno la cooperativa che gestisce l’albergo e il punto di ristoro, con la collaborazione di 6 detenuti, 1 ex carcerato e 1 persona iscritta alle categorie svantaggiate, è cambiata. Le due attività, infatti, sono state date in concessione fino al 31 dicembre di quest’anno alla cooperativa sociale l’Intreccio che, oltre ai normali lavori di manutenzione e ristrutturazione, non ha apportato nessuna sostanziale miglioria, sia alla struttura alberghiera, che al bar tavola calda che, anzi, appare peggiorato nella gestione del servizio. Un gruppo di turisti, infatti, nonostante avesse prenotato, è stato ‘invitato’ in malo modo ad attendere fuori che si liberassero i tavoli, erroneamente adibiti alla spicciolata. Sembrerebbe che a cambiare rispetto alla precedente gestione della Cooperativa S. Giacomo di Porto Azzurro siano stati solo i prezzi per il pernottamento e per le vivande vendute al punto di ristoro.

pianosa 3500 12 19 giugnoProvando a prenotare su Booking, una delle agenzie di viaggi online più utilizzata al mondo, dal 12 al 19 giugno il preventivo ‘scontato’ per due persone è di 3500 euro. Prezzo di gran lunga superiore rispetto a quello pubblicizzato sul sito della struttura (90 euro per notte), dal quale non è possibile prenotare direttamente online. Potrebbe sembrare che l’enorme maggiorazione sia applicata da Booking, nulla di più sbagliato. Ad inserire il prezzo delle camere, infatti, non è il portale telematico, ma il gestore stesso della struttura, e nel costo indicato è già compresa la percentuale destinata all’agenzia di viaggi online. Inoltre, nella descrizione della struttura presente sul famoso motore di ricerca per hotel, vengono elencate tutta una serie di attività correlate da svolgere sull’isola, ma non viene specificato che sono gestite da altri e tutte a pagamento come lo snorkeling e la mountain bike, o addirittura inesistenti come l’equitazione. Lasciano perplessi anche i prezzi dell’unico punto di ristoro presente sull’isola: 6 euro – diventati 5 dopo la nostra richiesta di chiarimenti – per un banalissimo panino preconfezionato. Stesso pranzo a sacco che lo scorso anno costava ai turisti 3 euro e cinquanta. La sensazione è che la cooperativa avendo in concessione le strutture fino al 31 dicembre di quest’anno voglia trarre il massimo profitto possibile dal breve periodo di titolarità.

Tipologia di gestione che sembra essere incentrata sul lucro piuttosto che sulle finalità sociali del progetto e della cooperativa stessa titolare della concessione.

La cooperativa

L’Intreccio è una cooperativa sociale fondata nel 1994 per favorire l’inserimento delle persone svantaggiate, secondo il dettame della legge 381/91. Il nome deriva dalla prima attività svolta, ossia il rifacimento della seduta delle sedie in paglia o cordoncino. Nel corso degli anni, la cooperativa, operante soprattutto sul territorio di Massa Carrara, Prato, Pistoia ed Empoli, si è dedicata ad altre numerose attività, dalla gestione di servizi amministrativi alla raccolta differenziata, dai trasporti sanitari alla manutenzione stradale, dalla raccolta di abiti usati alla gestione di un canile. Una vera e propria holding del sociale che ha come forza lavoro quasi esclusivamente categorie svantaggiate, per favorirne, almeno negli intenti palesi, il reinserimento nella società. Fine nobile che però sembra essere in netto contrasto con quanto accade oggi all’Hotel Milena e al ristorante bar da Brunello di Pianosa. Ci si chiede, infine, chi dovrebbe vigilare affinché un’attività del genere non si trasformi in una realtà produttiva come tutte le altre con al centro il dio denaro.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here