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Navi Pulite

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Nello scorso numero abbiamo parlato delle ex compagnie di navigazione regionali. In particolare ci siamo soffermati sul fallimento della Saremar (Sardegna) che ha licenziato 167 marittimi, ma ancora più clamoroso è stato il recente arresto di Ettore Morace, fratello maggiore di Luca, socio e direttore generale di Blu Navy. L’inchiesta ‘Mare monstrum’, ha svelato un presunto caso di corruzione, nel quale l’armatore della ‘Liberty Lines’ (ex Ustica lines, ndr), è stato accusato dai magistrati della Procura di Palermo, di aver ottenuto favori da politici, burocrati e investigatori, per la sua compagnia di navigazione. Come contropartita Morace, avrebbe assunto figli e fratelli degli indagati. E regalato, inoltre, un orologio Rolex del valore di 5800 euro, all’ex sottosegretario ai Trasporti, Simona Vicari (Ncd). Quest’ultima si è dimessa dall’importante e strategico incarico governativo, dopo aver appreso di essere indagata perché accusata di aver agevolato l’approvazione di un emendamento che riduceva dal 10 al 5 percento l’Iva sui trasporti marittimi urbani.

Agli arresti domiciliari è finito anche il consulente della Regione siciliana, Giuseppe Montalto, e il deputato regionale Girolamo Fazio, candidato sindaco di Trapani. Nel vortice è stato risucchiato anche il governatore Rosario Crocetta, indagato e accusato di concorso in corruzione per la presunta concessione di una proroga del contratto di servizio alla Liberty Lines. A far finire nei guai Crocetta sono state le intercettazioni telefoniche, nelle quali Morace raccontava di aver portato in barca il presidente della Regione siciliana e di avergli pagato un albergo sull’isola di Filicudi. Secondo la Procura palermitana l’armatore avrebbe anche finanziato con 5mila euro il movimento politico guidato dallo stesso Crocetta. «Ma al di là della sussistenza del reato – scrive il giornalista Antonio Fraschilla su La Repubblica – una cosa emerge con chiarezza: nella terra che vanta il record di disoccupati, nella regione più povera d’Italia, uno dei mezzi per fare favori è quello del lavoro. Nel caso di Morace, e anche di Vincenzo Franza indagato per concorso in corruzione, quello dell’offrire un’assunzione agli amici che possono tornare utili. Così politici, funzionari e perfino carabinieri finiscono nella rete ‘amicale’ degli armatori perché hanno avuto contratti per fratelli, nipoti, figli e amici. Una grande catena di Sant’Antonio con al centro il lavoro, che vale oro nell’Isola della disoccupazione».

Il lavoro, appunto, come nuovo mezzo ‘sociale’ a disposizione dei colletti bianchi per corrompere in cambio di favori. E il lavoro, tema a noi caro, ovvero l’occupazione dei marittimi italiani, è al centro di una battaglia che si sta svolgendo lontano dallo Scoglio, ma che in un certo qual modo lo riguarda. Da una parte l’armatore Vincenzo Onorato e dall’altra Emanuele Grimaldi. Il primo auspica che le navi con la bandiera tricolore imbarchino solo personale italiano/comunitario e di conseguenza gli armatori possano continuare a godere dei privilegi fiscali derivanti dell’esenzione totale delle tasse previste dalla legge 30/1998. Il presidente di Confitarma, Emanuele Grimaldi, invece, vorrebbe continuare ad imbarcare e sfruttare personale extracomunitario che costa molto meno rispetto a quello italiano, lasciando a terra migliaia di marittimi e arricchendosi approfittando degli sgravi fiscali. Cosa succederebbe se un domani, all’improvviso, i lavoratori elbani e piombinesi venissero sostituiti da marittimi extracomunitari sottopagati? A voi il giudizio su chi abbia torto o ragione!

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