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I sub potranno accedere alla banchina

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Felice epilogo per i centri di immersione di Marina di Campo che a pasquetta si erano visti negare l’accesso alla banchina commerciale con i mezzi che trasportano le pesanti attrezzature necessarie per le immersioni. Con una singolare ordinanza comunale, infatti, era stato imposto ai cinque operatori campesi di scaricare attrezzature e subacquei, provenienti da tutta Italia ed Europa per ammirare i meravigliosi fondali dell’Elba, nel piazzale di-stante alcune centinaia di metri dalle barche usate per trasportare i turisti sul punto di immersione. A poco più di una settimana di distanza dal sit-in di protesta organizzato lo scorso 3 maggio sul porto del Comune del versante sud dell’Isola, l’Associazione è stata ricevuta dal commissario prefettizio Salvatore Parascandola, risolvendo così solo l’ultimo e certamente il più grave dei problemi. Al-l’incontro con le autorità, in vista dei lavori di ammodernamento e messa in sicurezza del porto, l’Associazione si è offerta di collaborare gratuitamente alla pulizia del fondale della banchina commerciale campese prima della messa in posa dei corpi morti e delle catenarie nuove per l’ormeggio delle imbarcazioni.

«Siamo felicissimi – ha aggiunto Massimiliano Mammi, presidente dell’associazione dei centri di immersione di Marina di Campo – perché il commissario ci ha ascoltati mostrandosi estremamente disponibile, accogliendo con piacere la proposta di collaborazione gratuita per la pulizia del porto. Ha precisato che a formalizzare il tutto non può essere lui, ma la futura amministrazione. Ci tengo a sottolineare che non vogliamo ingraziarci nessuno, semplicemente siamo legati al mare a doppia mandata, perché chi si immerge lo sa bene: sub è un modo di essere, e gestire un diving center non è un semplice lavoro, ma una scelta di vita».

Agli operatori è stato riconosciuto un diritto erroneamente negato, tuttavia ci sono ben altre criticità che andrebbero affrontate e risolte, per un settore che attrae turisti sia d’estate che d’inverno. L’Isola, infatti, oltre ad offrire spettacoli subacquei unici, riesce a garantire quasi sempre un versante ‘riparato’ dalla furia del mare e delle correnti.

«Questa è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso – ha sottolineato Mammi – per definizione un centro immersioni è operativo 365 giorni all’anno, ma noi siamo tragicamente costretti alla stagionalità a causa di mesi di black-out totale di alberghi, residence e ristoranti».

I cinque diving center, infatti, sono costretti a chiudere nei periodi di bassa stagione data la difficoltà a trovare alberghi e ristoranti aperti. Una grossa perdita per gli operatori, ma soprattutto per l’Elba considerando che la scorsa stagione i centri immersione del Comune della costa sud dell’Isola hanno portato in acqua circa 7mila turisti.

La protesta

A inizio maggio l’Associazione aveva organizzato un sit-in di protesta contro l’ordinanza che vietava l’accesso alla banchina commerciale con i mezzi. Alla manifestazione praticamente deserta – stampa locale e candidato sindaco alle imminenti elezioni comunali Lorenzo Lambardi a parte – Massimiliano Mammi aveva dichiarato: «Chiediamo solo di poter lavorare, non vogliamo favori o privilegi». Pare che almeno questo appello sia stato ascoltato, e si spera che al più presto si faccia in modo che i diving center possano portare in acqua gli appassionati anche in bassa stagione.

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