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Madonna delle Grazie

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di Marcello Camici.

A Capoliveri, nella valle dei Pinelli, raggiungibile in auto ma anche a piedi imboccando un cammino pedonale dalla via della Circonvallazione, si arriva alla chiesa della Madonna delle Grazie, quasi sempre chiusa. L’edificio è a croce latina, a navata unica, con due cappelle e transetto. All’esterno, la facciata ha un ingresso, un portale sormontato da un timpano spezzato dove all’interno è scolpito uno scudo col simbolo della Madonna. Il coro che sormonta l’altare maggiore è una bellissima cupola rosseggiante per i mattoni a squame di cotto e culmina in una lanterna. Il campanile è coperto da una cupoletta orientaleggiante. All’interno il soffitto è decorato a cassettoni lignei. Eleganti e di buon gusto gli affreschi: sono del pittore elbano Eugenio Allori. L’altare maggiore è in marmo di stile barocco. Prezioso “gioiello” della chiesa, è il quadro detto della “Madonna col bambino” chiamato anche “Madonna del silenzio”: tavola ad olio d’incerto autore. Alcuni ritengono ne sia autore Marcello Venusti (1512-1559) allievo di Michelangelo, su probabile disegno del maestro.

La Vergine è al centro dove troneggia seduta su una cassapanca ed ha la testa sormontata da una corona. La testa è reclinante verso sinistra guarda amorevolmente in basso verso Gesù, un putto nudo che giace disteso dormiente sulle sue ginocchia mentre lo accarezza in testa con la mano sinistra. Nella mano destra tiene aperta una bibbia. Due figure laterali spuntano all’altezza delle spalle della Vergine, a destra e a sinistra. A destra è un bambino coi capelli ricci, S. Giovanni Battista, che tiene l’indice destro sulla bocca quasi a dire: silenzio! A sinistra è un vecchio, S Giuseppe, che con la destra si chiude la bocca quasi temesse col respiro di svegliare Gesù. Il quadro è chiamato “Madonna del silenzio” perché tutto si svolge nel silenzio più assoluto: il bambino non deve essere svegliato. La leggenda asserisce che i monaci di S. Mamiliano a Montecristo quando andarano via dal monastero dell’isola si trasferirono alle falde di Capoliveri portando con loro il quadro donato da papa Giulio II e qui costruirono un piccolo eremo.

Negli altari delle cappelle laterali sono una statua lignea di S. Lucia e un quadro di Sant’Anna. L’organo settecentesco è posto sopra l’ingresso su un soppalco.

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