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L’Avaro di Molière interpretato da Benvenuti

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Una tournee di successo, quella de L’Avaro di Molière, come confermato anche dal gradimento del pubblico al teatro dei Vigilanti-Renato Cioni di Portoferraio. L’opera, nell’adattamento di Ugo Chiti, in questo caso anche regista (dopo aver riadattato anche Le sorelle Materassi), contiene una serie di rivisitazioni che la rendono più attuale con i tempi. Come spiega Alessandro Benvenuti, protagonista della commedia nei panni dell’avaro Arpagone, Chiti ha fatto «un rispettoso tradimento, come lo chiama lui. Infatti l’ha tradita, la scrittura originale. Ne viene fuori un prodotto molto commerciale, ma di altissimo livello, con un piglio che fa di questo classico uno spettacolo che aggredisce, in senso buono, le persone e le tiene incollate alle poltrone».

In scena con l’attore toscano, ci sono Giuliana Colzi, Gabriele Giaffreda, Lucia Socci, Andrea Costagli, Massimo Salvianti, Giacomo Dimitri Frosali, Paolo Ciotti e Desirée Noferini. Per Benvenuti, si tratta di un ritorno all’Elba dopo le riprese della serie tv in onda su Sky, I delitti del Barlume, ispirata dai romanzi di Marco Malvaldi.

Com’è tornare sull’Isola?

Sono emozionato, nel senso che ormai l’Elba è un po’ come una seconda casa, per cui non ci si viene più così a cuor leggero pensando che sia una tappa delle tante. Durante il viaggio mi sembrava di far le prove generali di quando ritorneremo a fine maggio per fare le altre due puntate de I delitti del Barlume. Poi ho rivisto un sacco di gente che ha lavorato con me alla produzione della serie.

Che ricordi ha dell’Elba?

I miei ricordi appartengono agli ultimi tre anni, perché le isole toscane, abitando a Roma da ormai più di 30 anni, non le avevo mai frequentate. Non sottovalutandole, ma perché, paradossalmente, erano più vicine le isole greche. Era più semplice prendere un aereo e andar via lontano che non venire in Toscana. Invece devo dire che è stata una bella sorpresa conoscere il territorio e le persone. Parlo di Marciana Marina, che mi sembra ancora un posto molto vivibile. Qua mi trovo a mio agio. Mi ricorda un po’ l’Italia degli anni ’60. Sono particolarmente affezionato al concetto di isola, tanto è vero che ne ho parlato più di una volta nei miei lavori.

Ha degli aneddoti curiosi della tournee?

La fatica è tanta, forse non c’è neanche il tempo di far accadere degli aneddoti curiosi. Soprattutto nella prima stagione di uno spettacolo come questo c’è un lento appropriarsi di quella che è la scrittura dell’autore. Quindi, più che di aneddoti, posso parlare di un viaggio lungo e faticoso all’interno di questo personaggio. Finita la prima stagione de L’Avaro (l’ultima rappresentazione della stagione sarà al teatro di Pratovecchio), Benvenuti proseguirà con le tournee di altri tre spettacoli. Tornerà all’Elba alla fine di maggio per le riprese degli ultimi due episodi della fortunata serie di Sky.

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