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Nocentini Gate

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«Sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria livornese – si legge in un comunicato stampa diramato dalla Capitaneria di porto elbana – tre persone, due residenti a Portoferraio e una a Livorno, responsabili tutte a vario titolo per aver eseguito una serie di strutture in cemento su un’area al confine con il pubblico demanio, nella fascia costiera del comune di Portoferraio in zone prossime al demanio marittimo (ex art. 55 del Codice Navigazione) nella quale vi è il vincolo di autorizzazione da parte della Capitaneria di Porto, oltre ad ulteriori difformità relative ad una ristrutturazione interna di un capannone che ospita attualmente una nota attività commerciale».

E di chi sarà mai questo capannone? Anche chi non è elbano avrà già capito! Si tratta dell’edificio che ospita lo store Euronics. Il proprietario è Tiziano Nocentini, patron della grande distribuzione elbana, membro del direttivo dell’associazione albergatori, nonché uno dei tre ‘moschettieri’ che, assieme a Marco Mantovani (Locman) e Vincenzo Gorgoglione (Mvd), hanno messo in piedi la fantomatica e rivoluzionaria fondazione dell’Erba.

I tre denunciati dalla Capitaneria

Le tre persone denunciate alla Procura della Repubblica di Livorno dalla Capitaneria di porto elbana, sono Marco Regano, cognato di Nocentini e amministratore unico della Frontemare S.r.l., l’architetto livornese Paolo Fabbro e il titolare dell’impresa incaricata per realizzare i lavori di ampliamento/ristrutturazione. Torneremo dopo sulla ‘scatola cinese’ Frontemare S.r.l., svelandovi chi si cela dietro, ma anche come sia stata utilizzata per questa operazione immobiliare.

Gli architetti Fabbro & Parigi

Il ‘filo rosso’ che lega questi due professionisti è la chiave per districare e capire i rapporti che si celano dietro questa vicenda. fabbro architettiPartiamo da una nota biografica: «Lo Studio Associato – si legge nell’homepage del sito internet dello studio Fabbro – è stato creato nel 1984 a Livorno dagli architetti Paolo Fabbro e Mauro Parigi». Chi è quest’ultimo? E’ il potente dirigente comunale di Portoferraio, originario di Livorno, a capo della direzione dell’Area 3, denominata anche ‘Servizi al territorio’, a cui compete l’urbanistica, l’edilizia e la progettazione dei lavori pubblici e l’ufficio edilizia privata. Parigi ha lavorato come dirigente fino alla fine della consiliatura guidata dall’ex sindaco Roberto Peria (2014). Dopo un anno e mezzo, l’attuale Giunta Ferrari (ottobre 2015) lo ha richiamato e da allora ricopre lo stesso incarico che rivestiva con la precedente Giunta. Occorre specificare, che gli architetti Parigi e Fabbro, dalle visure camerali in nostro possesso, non risultano essere più soci, anche se dal sito potrebbe ‘apparire’ che lo siano ancora.

L’archistar livornese

L’architetto Fabbro, non è noto come i colleghi Renzo Piano e Massimiliano Fuksas, ma a Portoferraio ha realizzato numerosi e importanti progetti, come quello per la riqualificazione e rigenerazione urbana, denominato Pip-Sghinghetta, commissionatogli dall’omonimo consorzio-condominio. Questo progetto è stato approvato dalla Giunta comunale con una delibera lo scorso 26 gennaio. Fabbro, dunque, risulta essere molto richiesto, tanto che in questi ultimi anni ha realizzato numerosi progetti per camping e hotel non solo a Portoferraio, ma in tutta l’isola. Ed è il progettista a cui Nocentini affida alcuni lavori delle sue innumerevoli attività commerciali e ricettive, come l’Hotel Blumarine di Porto Azzurro e il Pacaelmo-Euronics. «E’ risaputo nell’ambiente – ci rivela un imprenditore portoferraiese – che se vuoi che un progetto venga approvato e tutto fili liscio senza intoppi, ti devi rivolgere all’architetto Fabbro. La garanzia è il suo noto legame con l’arch. Parigi, il dirigente comunale che autorizza i progetti e rilascia i permessi per costruire».

L’impero del Gruppo Nocentini Holding

Tabella riepilogativaLa holding è la cassaforte di tutte le immense attività commerciali dell’imprenditore elbano e detiene la proprietà della Nocentini Group S.r.l. (Conad Superstore, Bar dell’Arcipelago, mini store a Portoferraio, Porto Azzurro, Campo nell’Elba e Capoliveri). Quest’ultima a sua volta controlla la Eltimar Supermercati S.r.l. (Bata, Dico, Upim, Euronics, Ristorante Valburger e lo storico panificio dal quale ha mosso i primi passi l’impero). Nel 2015 il gruppo contava ben 154 dipendenti.

La Frontemare S.r.l.

E’ la ‘scatola cinese’ dove l’Eltimar e Nocentini hanno fatto confluire l’affare dell’ampliamento del capannone Pacaelmo-Euronics. Dalla visura camerale di questa società, si evince che le quote azionarie di maggioranza sono detenute personalmente da Tiziano Nocentini (35 percento) e dalla Eltimar Supermercati S.r.l (30 percento). La restante quota di minoranza del 35 percento, appartiene al cognato Marco Regano. La Capitaneria di porto ha denunciato quest’ultimo alla procura labronica e non Nocentini, perchè Regano è l’amministratore unico della società, nonché rappresentante dell’impresa.

Atelier casa-lavoro o speculazione edilizia?

Il capannone Pacaelmo-Euronics è uno dei tanti immobili di cui Nocentini, attraverso la galassia delle sue società, è proprietario. Nel 2012, quando il Comune di Portoferraio approvò la variante al regolamento urbanistico e al piano regolatore portuale per la pianificazione e la realizzazione del sistema delle attrezzature della portualità turistica e della filiera nautica, Nocentini chiese un ampliamento per costruire delle unità abitative ad uso residenziale. Questo ampliamento consisteva nella costruzione di un secondo piano sopra l’area commerciale Euronics, previo smantellamento della tettoia in eternit.

All’epoca l’ex sindaco Peria accolse la richiesta, ma nelle controdeduzioni ritenne che la destinazione d’uso doveva essere ‘coerente e quindi complementare al progetto di sviluppo socio economico occupazionale nel settore della nautica da diporto’, che era la ragione per cui era stata fatta la variante. Pertanto il 50 percento dell’incremento di superficie doveva essere finalizzato alla realizzazione di ‘ateliers casa-lavoro’, mentre il restante utilizzato per la produzione di beni e servizi. A leggere le controdeduzioni, infatti, sembrerebbe che il vincolo imposto da Peria per il via libera al progetto dell’ampliamento del secondo piano, fosse legato a una precisa destinazione d’uso ‘socio economica occupazionale’ e non a una mera speculazione edilizia. E l’incremento di superficie destinata, per metà alla creazione di laboratori (atelier), mentre il restante per delle unità abitative a disposizione degli stessi artigiani-lavoratori del settore della nautica da diporto (casa-lavoro). frontemare_01Fuori dal cantiere, invece, è stato affisso un pannello pubblicitario nel quale si legge: «Abitazioni ed uffici ad altissima efficienza energetica». Il cartellone, però, non dice se gli immobili ancora da realizzare siano in vendita o in affitto, ma indica in ‘rosso’ un telefono fisso a cui chiamare e un’e-mail a cui scrivere per richiedere informazioni. All’apparenza, implicitamente, il cartellone ricorda quelle operazioni immobiliari in cui la trattativa viene definita ‘riservata’, altrimenti quale altro motivo avrebbe una persona interessata alle abitazioni/uffici, se non quello di affittarli o comprarli? Questi appartamenti/laboratori, però, non possono essere venduti o affittati a chiunque, ma stando alle carte che ne hanno acconsentito la realizzazione, destinati ad essere occupati dai lavoratori della filiera nautica da diporto. Se così non fosse, sarebbe solo una mera speculazione edilizia-immobiliare, in contrasto con lo spirito originario della variante. Ma chi deve vigilare affinché questo vincolo venga rispettato?

Le leggi violate

Tabella articoli 2Come avrete letto all’inizio di questo articolo, la Capitaneria di porto di Portoferraio, ha denunciato tre persone (Marco Regano, l’arch. Paolo Fabbro e il titolare dell’impresa di costruzione, ndr) in quanto tutte responsabili a vario titolo di aver eseguito una serie di strutture in cemento su un’area al confine con il pubblico demanio, in violazione dell’art. 55 del Codice della navigazione, il quale recita: «L’esecuzione di nuove opere entro una zona di trenta metri dal demanio marittimo o dal ciglio dei terreni elevati sul mare è sottoposta all’autorizzazione del capo del compartimento». Viene dunque da domandarsi perché il Comune di Portoferraio e il responsabile del procedimento, ovvero l’arch. Mauro Parigi, non abbiano verificato prima di dare il permesso a costruire, se la Capitaneria di Porto avesse concesso o meno l’autorizzazione. Oppure, al contrario, è prevista una deroga alla legge, quando manca il nulla osta dell’Autorità marittima? In fondo al comunicato della Capitaneria, inoltre, c’è un altro elemento importante. Viene riportato che oltre alla violazione dell’art. 55 C.d.N, sono state riscontrate «ulteriori difformità relative ad una ristrutturazione interna di un capannone che ospita attualmente una nota attività commerciale». Abbiamo scoperto che l’ulteriore difformità di cui parla la nota stampa, è riferita alla violazione dell’art. 1161 del Codice della navigazione, ovvero l’abusiva occupazione di spazio demaniale e inosservanza dei limiti alla proprietà privata. «Chiunque arbitrariamente occupa uno spazio del demanio marittimo o aeronautico o delle zone portuali della navigazione interna – recita l’art. 1161 CdN – ne impedisce l’uso pubblico o vi fa innovazioni non autorizzate, ovvero non osserva i vincoli cui è assoggettata la proprietà privata nelle zone prossime al demanio marittimo od agli aeroporti, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a euro 516,00, sempre che il fatto non costituisca un più grave reato».

Eltimar o Frontemare?

Per i lavori di ampliamento del capannone Pacaelmo-Euronics, è stato concessa dal Comune di Portoferraio, sempre a firma dell’arch. Parigi, un’autorizzazione per l’occupazione temporanea di una zona demaniale marittima confinante con il capannone Euronics. Il terreno demaniale grande 1075 mq, è stato richiesto da Tiziano Nocentini, in qualità di legale rappresentante della Eltimar Supermercati S.r.l., per ‘la realizzazione di quanto contenuto nel progetto approvato’ per la costruzione degli ‘Ateliers casa-lavoro’. Peccato, però, che lo stesso dirigente abbia rilasciato il permesso di costruire alla Frontemare S.r.l. Dunque la richiesta doveva essere inoltrata ed eventualmente rilasciata a quest’ultima società e non alla Eltimar Supermercati S.r.l. E la medesima svista l’arch. Parigi la ripete il 26 ottobre 2016, quando firmò la proroga all’occupazione temporanea della zona demaniale. Esattamente sette giorni dopo aver concesso il permesso a costruire alla Frontemare S.r.l., unica titolare a richiedere il permesso. Dalle carte, poi, si evince che il dirigente sapeva che la Eltimar S.r.l. aveva venduto e ceduto alla Frontemare S.r.l. il fondo interessato ai lavori di ampliamento del capannone, tanto da scriverlo ‘nero su bianco’ anche nel permesso a costruire rilasciato alcuni giorni prima che firmasse la proroga di autorizzazione temporanea all’utilizzo della zona demaniale attigua all’immobile. Il fascicolo delle due segnalazioni inoltrate dalla Capitaneria di porto elbana, ora è in mano al procuratore capo della Repubblica, Ettore Squillace Greco.

Cosa si evince da questa vicenda dalle tinte fosche? Certamente viene confermato l’assioma che se sei ricco e potente, puoi fare quello vuoi in barba a leggi e regolamenti. Tranne nei rari casi, come questo, in cui un inconveniente dovuto alla perizia e ai controlli di un altro ente, hanno fatto emergere il ‘filo rosso’ delle relazioni pubbliche e private che si muovono nell’universo sotterraneo dei colletti bianchi. Una rete di rapporti non violenti, bensì criminali, messa in piedi da persone rispettabili e di elevata condizione sociale, in occasione della loro attività lavorativa. Ovviamente sono tutti innocenti fino a sentenza definitiva, come prescrive la Costituzione italiana. Tuttavia viene da domandarsi se lo stesso trattamento di favore riservato dal Comune a questo potente imprenditore locale, sarebbe stato concesso anche alle migliaia di ‘poveri’ comuni cittadini che faticano, e non poco, per ottenere le stesse autorizzazioni. E non per fare delle speculazioni edilizie-immobiliari, ma semplicemente per costruire la casa dove vivere con la propria famiglia.

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