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Le norme che regolano la navigazione in Italia

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Decidere se e quando una nave possa partire è una responsabilità del comandante. Tuttavia nel diritto italiano e internazionale della navigazione, sussistono una serie di regole a cui bisogna attenersi. Per spiegare quali sono questi regolamenti, abbiamo contattato il professor Sergio Maria Carbone, ordinario di diritto internazionale e docente di diritto della navigazione presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Genova. Inoltre, ha diretto e partecipato a numerosi studi finanziati dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e dal Ministero per l’Università e la Ricerca Scientifica e Tecnologica, in particolare in materia di diritto del mare, di diritto marittimo e dei trasporti.

Professore, cosa prevede il diritto marittimo italiano?

La situazione relativa alle condizioni delle navi in porto è disciplinata in funzione di garantire la sicurezza durante la sosta e la partenza, dalle Capitanerie di Porto che, insieme all’Autorità Portuale, determinano le condizioni in presenza delle quali le navi possono partire, arrivare e le condizioni nelle quali le navi devono stare durante il periodo della loro sosta in banchina. Le misure che vengono adottate a questo riguardo, sono rivolte al fine di garantire una presenza sicura nei porti ed una entrata e una uscita che non ponga a rischio la nave, i passeggeri e la merce.

Per quanto riguarda il diritto internazionale?

Nel diritto internazionale questo tipo di situazioni sono regolate attraverso delle raccomandazioni adottate nell’ambito dell’organizzazione per il diritto marittimo, per quanto riguarda le Nazioni Unite, l’IMO (International maritime organization). Si prevedono delle misure di sicurezza molto stringenti e precise in funzione di garantire la sicurezza delle navi. Questo è l’obiettivo principale per il funzionamento corretto del traffico marittimo e, a questo fine, l’Autorità Marittima è nell’ambito dell’ordinamento italiano e, in generale, in tutti gli ordinamenti giuridici esistenti, il ramo dell’amministrazione preposto a garantire questo tipo di situazioni. Vengono quindi adottate specifiche direttive, anche in funzione delle particolari situazioni nelle quali si viene a trovare il singolo porto con riferimento alla situazione particolare di determinati momenti dell’anno in cui si possono venire a creare delle criticità, come ad esempio in questi giorni.

È possibile una discrepanza tanto grande tra la situazione dell’Elba e quella di Capo Verde?

Francamente è difficile dare una risposta su una situazione che ci viene descritta, relativamente alla quale non conosciamo le caratteristiche. Non sappiamo in funzione di quali esigenze sono state adottate certe misure. Mi sembra difficile, a maggior ragione se si tratta di trasporto passeggeri, perché la sicurezza della vita in mare è uno degli obiettivi che da tempo il sistema normativo internazionale pone nelle priorità più assolute della tutela della disciplina del traffico marittimo in generale. Esistono principi e norme di carattere generale che sono comunque osservate da parte di tutti gli ordinamenti giuridici. Il sistema di Capo Verde sicuramente si adegua a queste, seppure con modalità e con criteri che sono propri dell’ordinamento specifico.

Che lei sappia possono esistere navi ognitempo?

Io non credo che ci siano navi con le caratteristiche di questo tipo. Bisognerà rapportarle alle particolari circostanze delle condizioni meteo nelle quali si vengono a trovare. Si osserva, semplicemente, che le condizioni strutturali di una nave e le modalità con cui è effettuato il carico sono determinanti per stabilire se possa partire. È chiaro che se una nave decide di viaggiare in una determinata situazione, sarà molto più pericolosa rispetto ad un’altra nave che invece decide di non farlo perché ha condizioni di carico tali che non comportano questo tipo di rischio.

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