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I siti archeologici del Monte Giove

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di Marcello Camici

Nel Comune di Marciana si trova il monte Giove. Fa parte non solo di una bella ed importante zona naturalistica ma esso stesso racchiude siti archeologici: patrimonio dei beni culturali elbani in quanto testimonianza della civiltà e della cultura chiamata appenninica.

Su questo monte sono infatti ubicati siti archeologici importanti perché utili a ricostruire sia l’attività umana nei tempi paleo storici che la tipologia abitativa che contrassegna l’Elba dopo la metà del II millennio a. C. (periodo neolitico ed eneolitico). Tra il 1400 e il 1200 a.C. alcune comunità si insediarono in questa area montana come in altre dell’Appennino: territori scelti probabilmente per il tipo di economia silvo-agricolo-pastorale svolta da queste comunità. E inoltre luogo che per la posizione consentiva da un lato possibilità di segnalazione, di avvistamento di elementi ostili e dall’altro lato al tempo stesso un difesa dagli stessi elementi ostili da intendersi non solo in persone nemiche ma anche elementi naturali (vento,assenza di acqua potabile ecc).

Fu don Enrico Lombardi che nei primi anni cinquanta del secolo scorso segnalò l’affioramento di frammenti fittili di età bronzo-ferro nella zona di Monte Giove. L’archeologo G. Monaco dietro queste segnalazioni eseguì uno scavo nella insellatura orientale fra la cima bicorne del Giove a quota 840 mt slm. Rinvenne oltre duemila frammenti dell’età del bronzo da lui ritenuti stipe votiva da attribuire ai Liguri. Successivamente Michelangelo Zecchini negli anni sessanta ha interpretato

A) che l’area che aveva restituito i manufatti fittili dovesse essere ritenuta come i resti di una capanna perché era delimitata da massi ,

B) che la principale zona insediativa fosse da individuare in un pianoro un po’ più in basso compreso fra le quote 820 e 800 mt slm,in un pianoro a ridosso verso ponente del corno settentrionale .

Di questo villaggio è fatta una ricostruzione grafica: rilIevo e disegno di Santino Valli e Bruni Bruno, rielaborazione grafica di Silvia Zecchini. Montecatino è un modesto pianoro a circa 740 mt slam, a mezza costa fra la Madonna del Monte e Monte Giove che è delimitato da grosse cote e ripari granitici. Uno di questi, intorno al 1982-83, in seguito a scavi archelogici si è rivelato essere una camera sepolcrale naturale in quanto sono stati rinvenuti manufatti a corredo, di connotazione femminile.

Una esplorazione successiva (1988) ha evidenziato una seconda cavità a forma di tumulo naturale. Anch’essa come la prima è risultata essere adibita a sepoltura avendo restituito un gran numero di oggetti di corredo funebre.

 

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