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Integrazione dei disabili a vele spiegate

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La vela e il mare come mezzo di integrazione, è questo l’obiettivo che da circa venti anni si pongono i volontari di ‘Vela Insieme’.  Dal 1996, infatti, l’associazione con base a Marina di Grosseto e a Scarlino, organizza mini crociere nell’arcipelago toscano e all’Elba, con lo scopo di favorire l’integrazione tra disabili e normodotati. In una settimana, le tre imbarcazioni della flotta dell’associazione circumnavigano l’Elba, sia d’estate che d’inverno, toccando tutti i porti dell’isola e visitandone i relativi centri abitati.

“Secondo gli esperti – ci dice Simone a bordo di una delle tre imbarcazioni dell’associazione, ormeggiata alla darsena medicea a Portoferraio – l’integrazione viene favorita dall’ambiente naturale, il mare appunto, tramite uno strumento semplice che è la barca a vela”. Navigare e convivere su una barca, dover lavorare assieme e condividere spazi ristretti non può che ridurre distanze che purtroppo ‘a terra’ sembrano incolmabili.

Gli equipaggi, infatti, sono composti da tre volontari, uno skipper, un aiuto skipper, un educatore e sei ragazzi, tre normodotati e tre disabili. A bordo ognuno ha il proprio ruolo e i relativi compiti che deve eseguire per fare in modo che la barca navighi correttamente. In questa crociera ci sono due ragazzi affetti dalla sindrome di Down. Mentre Andrea, definito affettuosamente dal gruppo ‘matita magica’, per la sua passione per il disegno, prepara la colazione per tutti, l’altro Andrea manovra a timone sotto l’occhio sempre vigile dello skipper. “Certo – aggiunge Simone – in determinati casi agevoliamo nei compiti alcuni ragazzi, ma fanno parte dell’equipaggio al 100 percento senza nessuna distinzione”.

Tra una virata al largo dello Scoglietto e qualche canzone stonata, riscaldati dal sole di dicembre, Claudia Bottaro, volontaria e referente del presidente di Vela insieme Bruno Brunone, ci espone le mille difficoltà che si trovano ad affrontare, dal costo elevato dell’ormeggio alla mancanza di posti in transito e, soprattutto, la continua carenza di volontari.

Oltre alle mini crociere, che dal 2010 hanno assunto anche un valore scientifico grazie alla collaborazione dell’Università di Pisa, l’associazione ha in piedi diversi progetti, dai corsi di inglese estivi, ovviamente in barca, a un ‘mare di laghi’ che dall’arcipelago toscano estende ai laghi della Lombardia l’esperienza dell’associazione maturata in questi anni di attività.

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