Home Sport Calcio Mortoferraio: Audace 1905-2016

Mortoferraio: Audace 1905-2016

5227
0
SHARE

«Le lampade di Piazza Cavour dondolano e stridono chiamando a raccolta. Solo le ombre si presentano. La città è deserta; non c’è alcun segno di vita all’infuori di un gatto che accorda i suoi miagolii lamentosi con l’ululato del forte maestrale. L’orologio del Palazzo Comunale fa sentire la sua voce cadenzata: sono le dieci di sera. Come? Così presto e nessun locale è aperto, nessuna persona che animi, almeno fugacemente, quella monotonia di morte e tristezza? Ma ecco ora un segno di vita: una finestra alta di un massiccio caseggiato si illumina. Quella luce stona sullo sfondo cupo, è un attimo, poi quel barbaglio scompare come per incanto e la finestra ribelle torna a rincantucciarsi nell’ombra. Il nero più squallido ritorna a dominare incontrastato e i fantasmi, che si erano messi in allarme, raddoppiano le loro ridde selvagge. Portoferraio sembra una città morta. Il vento canta la sua canzone selvaggia e le ombre si sbizzarriscono in fantasmagoriche danze. Portoferraio così muta e triste sembra una città morta».

Così Leonida Foresi, nel 1948, dalle pagine di questo giornale, descriveva Portoferraio. Non un semplice articolo, ma un’autentica poesia che denota la tristezza e la malinconia dell’autore. Nelle sue parole si percepisce la sofferenza nel vedere la propria città morta e abitata solo da ombre e fantasmi. Anche se in lui sopravvive una flebile speranza, quando immaginava che: «Le notti dovevano essere giocondamente allietate dai suoni di dinamiche orchestrine jazz e i locali gremiti di gente lieta». Questa era la sua visione ‘ideale’ di Portoferraio. E’ triste constatare che da allora quasi nulla è cambiato. Dopo l’estate, non solo la più popolosa cittadina dell’Elba, ma anche tutti gli altri sette Comuni, si rassegnano all’inevitabile arrivo della stagione ‘fredda’. Nonostante, mentre vi scriviamo, la colonnina di mercurio segni 28 gradi e il sole splenda limpido, rendendo visibile la cima dove fu edificata la maestosa Fortezza del Volterraio.

Muore lo sport: Audace e Campese

Così come la città, muore anche lo sport. A pagina 4, Lorenzo Paussa ripercorre e analizza il triste destino di due team calcistici isolani. Ci riferiamo alla mancata iscrizione al campionato di Seconda categoria, per assenza di sponsor, dell’A.s.d. Audace di Portoferraio. Mentre la Campese, team calcistico di Marina di Campo, non si è potuta iscrivere al campionato di Terza categoria, perché non è riuscita a completare la rosa dei giocatori da schierare in campo. E da questi due fallimenti ‘sportivi’, si ripropone l’annosa questione della creazione di un’unica compagine che rappresenti tutti i Comuni elbani. Ovvero una sorta di super squadra che raccolga i migliori giocatori dell’isola, ma anche sponsor e risorse finanziarie per far fronte alle spese di iscrizione al campionato, trasferte e attrezzature sportive. Insomma un sogno e una visione positiva di intenti che, forse, come il Comune Unico, non si realizzerà mai. E intanto l’Elba muore.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here