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di Edoardo Paussa

La band di cui vi parlo oggi è ‘La Compagnia Scapestrati’, composta esclusivamente da musicisti elbani che suonano assieme da ben dieci anni. La formazione attuale è composta da Francesco Porro alla chitarra e alla voce, Massimo Galli alla chitarra e seconda voce e Diego Caroppo alla batteria.

Agli esordi, il sound del gruppo, allora chiamato ‘Gli Skapestrati’, è fortemente improntato sullo ska, per andare poi, nel corso del tempo, a tingersi di sonorità più folk. Il nome viene cambiato in ‘Compagnia Scapestrati’ nel 2013, anno in cui la band partecipa al Neverending Music Festival con una formazione di nove elementi, inclusi un trombettista, un percussionista e due coriste. Proprio la sostanziosità numerica di tale formazione fa sì che il nome venga cambiato in quello attuale, che, non più legato alle origini ska, fa ora riferimento al significato etimologico della parola ‘scapestrati’, ovvero coloro che, ribellandosi alla sentenza, si tolgono il cappio dal collo.

Il loro primo disco risale al 2011 e si intitola ‘Il mago del the’: registrato a Follonica nel First Line Studio, l’album vede la band in una formazione di sette elementi, la stessa che partecipa al Blues In, contest in cui vengono selezionati per suonare al Pistoia Blues. L’album include dieci brani originali di Francesco Porro, arrangiati con la band in uno stile eclettico che spazia agilmente dal rock alla bossanova, dal folk al reggae. E’ invece del 2014 l’EP autoprodotto dal titolo ‘La rivoluzione lenta’, composto da cinque brani dal sapore folk, le cui tematiche principali sono l’amore e la necessità di abbandonare la frenesia della società odierna, per tornare alle origini, ovvero alla terra.

Da aprile di quest’anno la band lavora in trio, dando maggior respiro al lato teatrale del suonare, ed è stata selezionata per la Festa della Musica di Mantova e per una puntata di Balcony TV a Trento. I miei migliori auguri alla Compagnia Scapestrati, che saluto con sincera ammirazione.

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