Home Cronaca Pietro Chionsini: “l’uomo dai tre cuori”

Pietro Chionsini: “l’uomo dai tre cuori”

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di Stefano Bramanti

Si gode i suoi 75 anni il simpatico e distinto cavalier Pietro Chionsini. Tranquillo pensionato? In realtà è un recordman in fatto di sfide con la vita. E’ l’uomo dai tre cuori, cosa rara al mondo. Ha avuto due trapianti, sei interventi di angioplastica e ha dovuto ricevere anche reni nuovi. Un calvario che Chionsini ha sempre superato da uomo d’acciaio. Vive tra Magazzini e Firenze, è nato nel 1941 a Rio nell’Elba ed è stato segretario amministrativo al Cerboni. «Gestivo i 4 miliardi del bilancio annuale – racconta – insieme al dirigente Giuseppe Angeli, ho fatto nascere la biblioteca nella scuola e feci acquistare il primo computer di un istituto scolastico isolano».

Chionsini è stato anche un politico impegnato, esponente del partito socialista italiano, ricoprendo incarichi dal 1962 fino al 1990. Per anni nel Consiglio comunale riese, quindi presidente del Consorzio socio sanitario elbano, ora Asl, disbrigò anche la chiusura del vecchio ospedale napoleonico. «Sono stato responsabile degli acquedotti e assessore alla Cultura per la Comunità montana, tenendo a battesimo il museo archeologico della Linguella. Feci realizzare una pubblicazione sul mondo del lavoro nell’isola e spronai il professor Vanagolli a dare alle stampe i suoi studi sulle invasioni dei turchi».

Nel 1988 venne colpito da una grave crisi cardiaca, per il quale fu sottoposto ad un intervento urgente di trapianto presso l’ospedale San Matteo di Pavia, a cui seguì un rigetto. Nel frattempo la Prefettura lo segnalò come meritevole di diventare cavaliere della Repubblica e il Presidente Carlo Azeglio Ciampi gli attribuì l’onorificenza. «Le ripetute crisi, però, portarono al bisogno di un altro trapianto di cuore – prosegue Chionsini – ma con tempi lunghi d’attesa. Andai però al ‘Columbus’, una clinica privata milanese, per rimediare alle difficoltà coronariche. Nel 1996 ebbi una nuova crisi per cui dovetti sottopormi al nono intervento. Viste le ingenti spese sostenute per questi delicati interventi, fui salvato da un’inaspettata eredità del compianto zio Romans, che mi risollevò un po’ le finanze».

E arrivò un’altra svolta. Pietro fu chiamato dall’ospedale di Pavia: era ancora in lista d’attesa per un nuovo trapianto, e vista la situazione, accettò il terzo e ultimo cuore nel 1997. Tutto bene? No, ci fu da estirpare un tumore al colon. Risolto anch’esso con l’ennesimo intervento chirurgico. A causa dei tanti medicinali assunti, i reni subirono dei danni, tanto da iniziare nel 2006 la dialisi.  A Novara, fu ricoverato all’Ospedale Maggiore, per sottoporsi ad un trapianto di reni nuovi.

Che dire? Chionsini ha superato ogni sfida, incredibile. Una vita da romanzo, iniziato quando a soli due anni si ritrovò orfano del padre Tullio e della madre Rosa Gemelli. I genitori, infatti, morirono nel 1943 nel noto affondamento dello Sgarallino durante la seconda guerra mondiale. Pietro fu cresciuto da Daniela Chionsini, sua zia, collaboratrice del Corriere Elbano targato Leonida Foresi, scomparsa a 101 anni nel 2011. Pietro ha avuto una moglie che le è stata vicina nel suo Calvario; Gisella, di origine germanica, affermata cantante lirica, deceduta nel 2002.

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