ELBA ‘EYES WIDE SHUT’

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Chi l’avrebbe mai detto che l’Elba, oltre al ‘verde’ della natura incontaminata e al ‘blu’ del mare cristallino, durante i freddi mesi invernali, forse per ammazzare la noia e soddisfare le voglie represse, si accende di un ‘rosso’ fuoco altamente erotico. I fatti che ci accingiamo a raccontarvi, riportano alla memoria l’ultimo capolavoro del regista Stanley Kubrick. In ‘Eyes wide shut’ (1999), infatti, la tranquillità e l’equilibrio di una giovane coppia della middle class americana, viene stravolta quando la moglie (Nicole Kidman) apprende che il marito (Tom Cruise) è riuscito ad imbucarsi in un convito orgiastico organizzato da una potente loggia newyorkese.

Quello che colpisce di questa inchiesta a ‘luci rosse’, forse la prima realizzata da un giornale locale, è stata la sorpresa di apprendere che all’Elba si consumano differenti festini erotici, divisi per classi sociali e gusti sessuali. Ci sono, in particolare, ‘sex party’ organizzati da un ricco imprenditore ‘foresto’, che utilizza un hotel di sua proprietà, per ospitare gli uomini dell’élite politico economica dell’isola. Mentre un’insospettabile commerciante del centro storico portoferraiese organizza dei sodalizi hard per appagare gli appetiti della classe media. E, dulcis in fundo, per non discriminare la comunità omosessuale dell’isola, una volta all’anno un mini ‘Gay Pride’ si consuma all’interno di una lussuosa villa di Lacona.

Molti elbani hanno negato l’esistenza di questa realtà, altri invece, sapevano molto più di quello che ci hanno raccontato: «Perchè vi stupite che anche qui all’Elba vengano organizzati dei festini hard? Come nel resto del mondo non ci facciamo mancare niente – ci svela un uomo di 60 anni – E anche se non ho mai partecipato (ride, ndr), so che tutti gli anni nel periodo invernale vengono organizzate queste serate per riscaldare le notti di attempati signori che possono permettersi di pagare le prestazioni di escort professioniste fatte arrivare dal Continente». Non ci meravigliamo, per rispondere al ben informato avventore di un bar del porto. A destare la nostra curiosità, però, è stato il fatto che questo tipo di incontri vengano organizzati in una piccola realtà come quella elbana, dove tutti sanno tutto di tutti. E a causa di questo controllo sociale, diversamente dalle grandi città, diventa impossibile mantenere l’anonimato e la privacy di chi vi partecipa. Nel corso dell’inchiesta, infatti, molte fonti attendibili ci hanno svelato nomi e cognomi delle persone che organizzano questi eventi, ma anche l’identità di chi vi partecipa.

I sex-party dell’élite elbana

Per partecipare occorre un invito. «In passato, prima dell’avvento dei cellulari e di internet, ci arrivava l’invito tramite una lettera cartacea con dentro la parola d’ordine – ci confida un habitué – ora è tutto più semplice e sicuro. Con un semplice messaggino sul cellulare evitiamo che la compromettente missiva finisca in mani sbagliate, quelle per esempio, di mogli o figli. A queste feste siamo tutti coperti da una maschera che ci nasconde il viso, anche se conosciamo chi si cela dietro. E’ un rituale utilizzato per rendere più esotico ed eccitante questo tipo di incontri». Un altro frequentatore ci ha svelato altri particolari: «Il gruppo è ristretto, non supera mai le venti/trenta persone.

L’edificio dove si consumano questi conviti erotici è sempre lo stesso da anni. E’ un hotel sito nel Comune di Portoferraio – la fonte ci ha svelato il nome, ma ci ha chiesto di non renderlo noto nell’articolo – chiuso in inverno e immerso in uno splendido parco naturale che garantisce la riservatezza dei partecipanti da sguardi indiscreti. Le prostitute, anzi le escort, come va di moda chiamarle oggi, non sono elbane, ma arrivano dalla Penisola.  Appena sbarcano dal traghetto vengono fatte salire su una vettura con i vetri oscurati, mezzo utilizzato in estate per i transfer dei clienti dell’albergo».

Vengono assunte delle droghe durante questi incontri?

«Non saprei. Personalmente non ne faccio uso, ma non escludo che gli altri sodali utilizzino cocaina o altre sostanze stupefacenti per essere più disinibiti durante la performance sessuale di gruppo. Anche se credo, vista l’età, si faccia più uso di Viagra o Cialis (ride, ndr). Certamente scorrono fiumi di champagne e liquori».

Si paga una quota di partecipazione?

«Certo, varia da un minimo di 200 a un massimo di 500 euro a persona».

Non avete paura di essere scoperti?

«No, il tutto viene organizzato da anni nel massimo riserbo e discrezione. Ogni partecipante, inoltre, è tenuto da un patto non scritto ma vincolante, di non svelare mai l’identità degli altri. Voi del Corriere Elbano siete i primi a ‘ficcanasare’ in questa torbida realtà. Vi consiglio di stare molto attenti, perché le potenti persone coinvolte potrebbero non gradire e farvela pagare…».

Gli hot party della classe media

A soddisfare, invece, le fantasie sessuali della classe media elbana, organizzando festini ‘low cost’, è un’insospettabile imprenditrice locale, titolare di un negozio nel centro storico portoferraiese.

Il mini ‘Gay Pride’ elbano

A radunare ogni anno, nel mese di settembre, la comunità Lesbo, gay, bisessuale e transgender (LGBT), con ospiti provenienti anche dalla Spagna, ci pensa la sorella di un noto imprenditore di Marina di Campo. Il convivio erotico, a cui partecipano anche uomini appartenenti ad insospettabili categorie di lavoro, da sempre definite ‘macho’, si tiene in una lussuosa villa di Lacona.

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