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LA SCORCIATOIA PER MONTECRISTO

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Volete visitare l’isola ‘off limits’ di Montecristo saltando la fila e la burocrazia, e senza dover aspettare uno, due o tre anni per avere il fatidico permesso dal ‘zelante’ e ‘attento’ dirigente della forestale preposto agli accessi? Bene, il vostro sogno presto diventerà realtà! Questo grazie ad una guida parco che in accordo con un noleggiatore di imbarcazioni, e alla modica cifra di 150 euro a persona, vi traghetterà nell’isola proibita. E non importa se siete bambini o vecchi claudicanti. Per effettuare la traversata basta pagare un acconto di 60 euro tramite bonifico, e saldare il resto in contanti, direttamente a bordo del gommone degli ‘scafisti’. Questo è quanto abbiamo scoperto il 30 giugno scorso, purtroppo fuori tempo limite per essere pubblicato nel numero precedente.

La pubblicità all’infopark

locandina«Vuoi visitare la stupenda e selvaggia isola di Montecristo? Partenza e rientro in giornata dal porto di Marina di Campo. Max 15 persone. Per informazioni chiamare Riccardo 334…». Le date disponibili per il 2016 sono (attaccate con un postit alla locandina, ndr), il 14 e il 21 luglio, il 4 il 31 agosto. Dove si trovava questa pubblicità? Forse appesa in strada? Nella bacheca di un’agenzia di viaggi? No, era contenuta nel book delle varie escursioni che l’infopark di Portoferraio, suggeriva ogni volta che qualche turista domandava se fosse stato possibile visitare la riserva naturale. Ma l’accesso a Montecristo, non era consentito solo per «ragioni di studio», per escursioni naturalistiche, per compiti amministrativi e di vigilanza nonché ricostitutivi di equilibri naturali, restando vietata qualsiasi altra attività antropica? A quanto pare no. E quello che stupisce di più è che il Riccardo che risponde al telefono, ha un cognome, Cadoni, e di professione fa la guida parco. Peccato, poi, che a causa di una fuga di notizie, a seguito della nostra telefonata a Riccardo Cadoni, effettuata il 30 giugno scorso, nella quale confermava i viaggi, abbia messo in allarme la Forestale, e dopo una breve indagine ha revocato le quattro autorizzazioni ottenute fraudolentemente dai due scafisti.

Ecco cosa ci ha raccontato la guida parco. Ovviamente non gli abbiamo svelato la nostra vera identità, ma ci siamo finti dei turisti che volevano visitare Montecristo. Potete ascoltare la registrazione audio integrale della telefonata, collegandovi al nostro sito www.corrierelbano.it

«Si, ho posto per il 14 luglio – ci conferma la guida parco Riccardo Cadoni – fino a questo mo mento ho otto prenotati, dunque c’è posto. Costa 150 euro a testa e partiamo la mattina intorno alle 9:30 da Marina di Campo. Andiamo con un maxi gommone da 300 cavalli, perché sono 30 miglia di mare. Prima di approdare a Cala Maestra, la circumnavighiamo e facciamo vedere Montecristo in tutta la sua conformazione, mantenendoci a 1000 metri di distanza. Dopo scendiamo e veniamo ricevuti dai due forestali e dai due guardiani che vivono lì, gli unici quattro abitanti. Io sono una guida ambientale e mi hanno dato la possibilità (Utb di Follonica, ndr) di andare tre volte a Montecristo, con 13 persone a viaggio. Anche se prima ne avevo quattro, ma la scorsa settimana mi hanno chiamato per revocarmi la data del 4 agosto. Il prenotante versa 60 euro di caparra sul mio iban, e salda gli altri 90 euro (in contanti) il giorno dell’escursione. Per ottenere l’accesso ci vogliono attese di anni, io ci lavoro dall’autunno per avere tre misere date, che è il massimo che puoi ottenere».

Il giro d’affari

Se le quattro escursioni fossero andate a buon fine, gli scafisti di Montecristo avrebbero guadagnato la bellezza di 7800 euro, ovvero 150 euro moltiplicati per le 52 persone. E viene anche da chiedersi se l’autorità marittima competente riceva l’elenco delle imbarcazioni autorizzate dalla Forestale per l’accesso a Montecristo.

Chi controlla i controllori?

Ovviamente, quando si scoprono questi scandali, tutti negano di aver visto o sentito nulla. Dove era lo zelante Vagniluca, quando lo stesso gommone, ha chiesto, per ben 4 volte, l’autorizzazione per l’accosto a Montecristo?

L’autorizzazione vale per una sola barca al giorno per massimo 15 persone e con un principio di rotazione che prevede che uno stesso richiedente, ovvero una stessa imbarcazione, non possa essere autorizzato più di una volta ogni 2 anni. Come mai, il 18 giugno scorso, è stata concessa l’autorizzazione a ben 4 imbarcazioni, quando l’unica da autorizzare era l’unità navale che aveva il compito di ritirare l’immondizia accumulata da anni nella discarica abusiva sotto il porticato di Cala Maestra, anch’esso abusivo?

Ovviamente sarebbe stato strano ammettere che chi ha il compito di vigilare su queste violazioni ambientali, detenga esso stesso una discarica abusiva, addirittura in una riserva naturale integrale, almeno stando al D.Lgs n. 36 del 13 gennaio 2003. Era stata richiesta la prescritta autorizzazione, così come dispone l’ex art. 208, D.Lgs. 152/2006? A noi non risulta, e dunque sarebbe dovuta scattare la sanzione per la discarica abusiva, così come prescrive l’art. 256, comma 3, D.Lgs. 152/2006. Ma chi controlla il controllore?

La ‘non notizia’

L’inchiesta sulla discarica abusiva di Montecristo, oltre a tutte le altre irregolarità e anomalie segnalate nell’ultimo numero del nostro periodico –  come le fogne che scaricano in mare, presenza di amianto e altri rifiuti pericolosi stoccati sotto il porticato, anch’esso abusivo e non ancora demolito, e in questo numero la poca trasparenza di chi deve controllare gli accessi sull’isola che alimentano i viaggi fraudolenti degli scafisti – hanno sollevato un polverone mediatico a livello nazionale. Autorevoli testate giornalistiche, come La Repubblica, Tgcom24, e l’agenzia di stampa Ansa, hanno ripreso la notizia. Il reportage sulla riserva naturale integrale ‘violata’, ha dettato, loro malgrado, l’agenda setting delle piccole testate locali. Alcuni blogger, scrivendo della stessa notizia, affermavano che era una ‘non notizia’, o addirittura che era un’informazione parziale, per non dire errata. Ma noi che siamo giornalisti professionisti, abbiamo ripensato alle parole del grande maestro Marco Guidi, inviato di guerra ed ex caporedattore centrale de Il Messaggero, che amava ripeterci durante le sue lezioni di giornalismo: «Quando scrivete una cavolata non vi preoccupate più di tanto, verso le cinque della sera il lettore ci incarta il pesce. Molto più grave, invece, è quando chi vi legge, avverte che avete tradito il rapporto fiduciario che lega il giornale al lettore, spingendolo il giorno successivo a non comprare la copia della testata per la quale lavorate».

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