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Totò, Peppino e la… malafemmina

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A 4 giorni dalla memorabile visita del principe Alberto II di Monaco, ci è sorto un dubbio. L’evento è stato organizzato per parlare di ambiente e della salvaguardia del Santuario dei Cetacei, oppure per sponsorizzare, occultamente, l’hotel che lo ha ospitato? Per rispondere a questa domanda, bisogna fare un passo indietro e capire da chi è stato invitato. Dal premier Matteo Renzi? Dal ministro dell’Ambiente? Dal presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano? Da uno degli otto sindaci delle municipalità elbane? La ri sposta è, fino a prova contraria, da nessuna di queste istituzioni nazionali e locali. Come i lettori più attenti già sanno, noi siamo stati i primi, nel Pungiglione del 15 aprile, ad anticipare in esclusiva l’arrivo del capo di Stato del piccolo principato. L’invito è partito dai titolari dell’albergo in cui si è tenuto il convegno, al solo scopo, a nostro avviso, di pubblicizzare la struttura ricettiva, sfruttando a tal fine i buoni uffici con il Consolato onorario del Principato di Monaco a Firenze. Per carità nulla di male, ma agli organizzatori occorreva dare alla visita del sovrano monegasco una veste istituzionale, affinché l’evento avesse un’eco a livello locale, nazionale e internazionale. Non è un caso, infatti, che i colleghi delle testate di ‘gossip’, quando scrivono e pubblicano foto di personaggi popolari, in particolare teste coronate, vedano aumentare considerevolmente la tiratura e le vendite del tabloid, facendo leva sulla morbosa curiosità che ruota intorno ad essi.

Così nasce l’idea di organizzare un convegno, dandogli un titolo così arzigogolato e astruso, da risultare incomprensibile anche a chi si intende della materia: Il Mediterraneo nel 2050 (punto) Rischi per la biodiversità (punto) Soluzioni per la governance (punto)’. Tre punti, tre concetti, tre periodi.  Chi ha ideato questo titolo, certamente un genio della comunicazione, ci fa tornare alla mente una scena del film ’Totò, Peppino e la… malafemmina’, nel quale il principe della commedia italiana, dettava una lettera al fratello. «Punto, punto e virgola, un punto e un punto e virgola. Abbondandis in abbondandum». E alle lamentele di Peppino, al quale sembravano troppi i segni di interiezione e punteggiatura ordinati dal fratello, Totò serafico risponde: «Lascia fare! Che dicono che noi siamo provinciali, che siamo tirati». Questo per dirvi, che oltre all’enigmatico titolo in italiano, quello in inglese The Mediterranean sea face to its biodiversity and governance, coniato forse dallo stesso autore, non è corretto. Per avere una conferma autorevole sui nostri maliziosi dubbi, abbiamo contattato Giusti Giulio Luciano, PhD e professore associato dell’Università di Sheffield Hallam (UK): «E’ una frase che non ha nessun significato in inglese. Non è né corretta grammaticalmente, né se ne capisce il senso. Ho chiesto anche a due colleghi madrelingua, che me lo hanno confermato. Se si vuole esemplificare il testo in italiano e tradurlo in lingua inglese, il titolo corretto è: The Mediterranean sea is facing risks to its biodiversity and governance».

Insomma anche in questa occasione, ‘la ghiotta’ figuraccia internazionale è servita.

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