Home Rubriche La nostra storia Villa San Martino, il ‘buen retiro’ dell’Imperatore

Villa San Martino, il ‘buen retiro’ dell’Imperatore

1107
0
SHARE

C’è un viale imponente che conduce all’ingresso di Villa San Martino. Ma non è la strada che Napoleone percorreva per raggiungere la sua casa di campagna, dove soleva incontrarsi con le amanti. Si arriva dritti all’imponente Galleria Demidoff, costruita successivamente al tempo dell’imperatore. Uno stile neoclassico tuona all’interno di uno spazio grandioso che restituisce al visitatore un senso di eleganza grazie al disegno del pavimento e alle colonne in granito con i suoi capitelli che riprendono l’ape come simbolo di Napoleone. L’unica parte davvero utilizzata è un archivio, aperto solo su richiesta, che conserva una collezione di stampe. Sono tutte documentazioni della vita militare di Napoleone. Esattamente nell’ala opposta della Galleria Demidoff c’è un’altra collezione. Sono delle caricature, un piccolo nucleo contemporaneo dell’epoca napoleonica. Alcune di queste sono state esposte anche a Forte dei Marmi in occasione del Festival della satira. Questo spazio si presterebbe bene a mostre ed eventi di vario genere da parte di terzi. «Le potenzialità sono enormi – spiega la direttrice Antonia D’Aniello – l’affitto di quest’area potrebbe portare vantaggi economici al Museo. Ma soprattutto – conclude D’Aniello – è necessario stimolare l’interesse dei residenti attorno a queste case. Devono sentirle proprie».

In realtà Napoleone percorreva un sentiero laterale, per accedere a Villa San Martino. Conduce direttamente al parco intorno alla villa. Una distesa verde immensa che ha, potremmo dire, una vita propria. Ma che, soprattutto, vive anche dopo la partenza di Napoleone. Con i tanti passaggi di proprietà di Villa San Martino, il giardino ha subito diverse modifiche e ora la direttrice delle regge napoleoniche, Antonia D’Aniello, pensa a come sfruttare questa grande potenzialità del verde. «Il parco – ci dice – si presterebbe ad una visita autonoma rispetto alla casa, in maniera da poter offrire un ampliamento dell’offerta. Non chiediamo cifre astronomiche, solo una costante manutenzione dei diversi punti di interesse». Uno di questi è la serra per le piante tropicali. Non ha nulla a che vedere con Napoleone, perché è stata realizzata successivamente. Ma il suo fascino è rimasto intatto. Ultimamente è stata oggetto di un restauro, ma va ripulita. E’ possibile, ancora, vedere il sistema di riscaldamento, con le sue tubature, che serviva per mantenere temperature elevate, oltre che un giusto livello di umidità. Per il momento non è aperta al pubblico. Ma la direttrice non esclude che in futuro possa esserlo. Così come non è ancora visitabile la parte inferiore della casa napoleonica. In questa zona c’è la cucina che è in fase di restauro.

Un altro ambiente, verosimilmente sarebbe stata la sala da pranzo. E poi il bagno con una vasca in marmo, una di quelle che venivano realizzate ai tempi di Napoleone, e con le pareti che ritraggono un finto giardino. Da qui si poteva accedere al piano superiore attraverso una scala interna. A breve partiranno i lavori per risolvere i problemi di infiltrazioni nella terrazza. I fondi ci sono già. Il progetto è in fase di completamento. Se ne occuperà la Soprintendenza. Oggi è chiusa e per accedere al resto della casa bisogna fare un percorso esterno.

Anche a Villa San Martino le stanze sono state arredate per restituire al visitatore l’atmosfera di quella casa di campagna. Gran parte del mobilio è frutto di un’acquisizione da una collezione di Pisa. Delle sale, le più significative sono due. La prima, detta del ‘Nodo d’amore’ proprio per le colombe affrescate sul soffitto che tirano un fiocco azzurro con un nodo. C’è un finto telo dipinto che dolcemente poggia sulla cornice della porta. Questa era la moda del tempo. Così si usava rivestire le pareti delle case per sostituire tessuti e sete. L’altra sala, invece, è il salone egizio. Sul soffitto i segni zodiacali. Le pareti rivestite da finti geroglifici. Alcuni riproducono la figura delle api. Questa stanza, con una vasca al centro, quasi a riprodurre un’oasi nel deserto, veniva utilizzata per i grandi ricevimenti.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here