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Il nostro ‘Mystery Client’ in incognito all’Hotel Fabricia

L'inchiesta che verifica il rapporto qualità-prezzo delle strutture ricettive elbane

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Prosegue la nostra inchiesta sullo stato e la qualità delle strutture ricettive elbane. Positivo il giudizio sull’Hotel Montemerlo di Fetovaia, l’Hotel Belmare di Patresi e il campeggio Orti di Mare di Lacona, premiati anche dagli ospiti con le recensioni entusiastiche su TripAdvisor. Per l’albergo Fabricia di Portoferraio, sito in località Schiopparello, il giudizio del nostro ‘Mystery Client’ è invece negativo, in quanto ci si aspetterebbe ben altra qualità da un hotel a 4 stelle. Nei prossimi numeri invieremo i nostri ‘Mystery Client’, nelle altre strutture ricettive sparse all’Elba, questo per effettuare un ‘fact checking’ e verificare i dati forniti dal presidente degli albergatori Massimo De Ferrari, nell’intervista pubblicata nel numero precedente. La scelta degli hotel, dei campeggi e dei ristoranti, nei quali mandare i nostri ‘Mystery client’ sarà fatta in base alle segnalazioni dei lettori e alle recensioni di TripAdvisor.

Il giudizio del ‘Mystery Client’

L’Hotel Fabricia è privo di diversi requisiti che ci si aspetta da questa categoria, e di cui perfino parecchi 2 stelle dispongono. Le mancanze riguardano tanto la dotazione delle camere quanto la ristorazione, mentre i numerosi servizi esterni presenti nella struttura appaiono vetusti e mal tenuti. Inefficienze che lasciano perplesso anche il cliente meno esigente, specialmente se si ritrova a sborsare 70 euro a notte per una mezza pensione a inizio maggio. Eppure siamo andati proprio nel giorno di inaugurazione della nuova stagione, quando tutto dovrebbe essere lindo e in ordine.

Insospettiti dalle numerose recensioni negative su TripAdvisor, abbiamo trascorso una notte all’interno della struttura, usufruendo di una stanza doppia a uso singola con mezza pensione. Questo per renderci conto in prima persona delle problematiche segnalate. La prima ci viene evidenziata immediatamente dal receptionist stesso: non c’è l’ascensore. Il pensiero, allora, va subito all’ipotesi di un disabile o di un anziano che, non trovando una camera libera al piano terra, non sia in grado di raggiungere autonomamente gli appartamenti superiori. Per di più, le rampe di scale appaiono strette e ripide e andrebbero comunque affrontate per raggiungere il ristorante al piano seminterrato.

La stanza

Optiamo per una stanza al primo – ed ultimo – piano, che secondo quanto dichiarato dalla portineria godrebbe di balcone con vista mare. Percorrendo il corridoio si notano subito una moquette piena di macchie e un vecchio cassone (ventilconvettore) – anch’esso sporco e arrugginito – che scalda l’aria al punto da renderla quasi irrespirabile. Lo stesso tipo di riscaldamento è presente anche in camera, anziché un impianto più moderno. Il balcone appare molto spoglio: un anonimo parapetto e un tavolino con due sedie in plastica. La vista mare, che ci era stata garantita, è quasi del tutto offuscata da un divisorio esterno che separa le altre stanze dalla nostra. E un forte odore di frittura rende impossibile la permanenza all’esterno. Chiediamo poi al receptionist se sia possibile accedere al wi-fi della struttura. Ci risponde che è possibile usufruirne senza alcuna password, ma i tentativi di collegamento sono vani sia con lo smartphone che con il pc. Bocciato anche il televisore, provvisto del solo digitale terrestre ma non dei canali a pagamento di Sky.

La nostra visita prosegue ed emergono, progressivamente, ulteriori problematiche che danno l’impressione di trovarsi in una camera a 2 stelle, anziché a 4. Basta, ad esempio, sollevare il lenzuolo per scoprire che quello che sembrava un letto a due piazze è, in realtà, l’unione di due materassi singoli. E ancora, gli oggetti personali possono essere custoditi soltanto in portineria, perché le camere sono sprovviste di cassaforte. Anche il bagno non dispone di tutti i comfort. Non vi è traccia di un posto idoneo dove appoggiare la carta igienica, di un kit di ciabatte, di adeguati flaconi di bagnoschiuma e shampoo e nemmeno di un bidet. Tutte inefficienze che mai ci si sarebbe aspettati una volta giunti in quello che dovrebbe essere uno dei fiori all’occhiello dell’isola per prestigio e location.

La cena e la colazione

Scendiamo al ristorante per la cena. La sala è gremita da turisti tedeschi, giunti al Fabricia con ben tre pullman. C’è un buffet con antipasti, dalle fritture di verdure (ecco spiegato l’odore percepito in terrazzo) ai gamberetti all’arancia, dalla bresaola con rucola e grana all’insalata mista. Il cameriere ci elenca il menu del giorno e rimaniamo stupiti per la limitatezza nella scelta: due primi (minestrone o lasagne), due secondi (pesce spada o pollo, entrambi con patate) e crostata di frutta come unico dolce. Del cosiddetto ‘menu alla carta’, che consentirebbe di scegliere, pagando, una portata diversa rispetto a quello del giorno, nemmeno l’ombra. La mattina seguente, la colazione offre un self service tipicamente affine alle abitudini degli ospiti germanofoni. Un menu, però, che non è ‘continental breakfast’, come ci aspetta per un qualsiasi 4 stelle. Assenti le fette biscottate, le brioche con cioccolato, confettura e crema, il bacon e le uova strapazzate.

L’esterno

Facciamo un giro anche all’esterno della struttura, curiosi dei numerosi servizi elencati nel sito e nei dépliant pubblicitari. La presenza di piscina e vasca idromassaggio esterna, campi da tennis, equipaggiamenti per immersioni e uscite in barca e accesso diretto al mare, con tanto di mini-spiaggia privata, lascerebbe pensare ad una vacanza da sogno. Purtroppo, però, constatiamo con rammarico le condizioni a dir poco precarie delle attrezzature e dei camminamenti. Per raggiungere la piscina attraversiamo un vialetto con mattonelle vecchie e malandate, mentre una volta arrivati alla mini-spiaggia privata, di dimensioni insufficienti per la capienza dell’hotel, il pontile per entrare in mare si presenta pieno di buche e senza alcuna protezione. Non va meglio per i campi da tennis, usurati e scoloriti, e per ombrelloni e sdraio, in stile anni Ottanta. Le mute per il diving, infine, sono ‘custodite’ in una sorta di capanna a cielo aperto.

Il check out

Un’ultima amara sorpresa la troviamo al momento della nostra partenza. Il conto finale (75 euro) comprende anche un sovrapprezzo complessivo di ben cinque euro per aver usufruito del frigo bar in camera e aver bevuto una bottiglietta da mezzo litro di acqua naturale.

 

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