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Malte Reuscher insegue il mondiale

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Dalla spiaggia capoliverese ai mondiali in Corea. Ne ha fatta di strada Malte Reuscher, cavalcando le onde con tavola e vela da windsurf, da quella prima uscita in mare avvenuta quando non andava nemmeno alle elementari. Una passione che non poteva non nascere nel campione 26enne, nato in Germania ma elbano d’adozione: la sua famiglia gestisce un bar nel Lido di Capoliveri, dove il richiamo dell’acqua è più che mai irresistibile. Così, con perseveranza e dedizione, e nonostante i primi risultati non molto incoraggianti, Malte ha pian piano scalato le classifiche, fino ad arrivare al 12esimo posto nel ranking mondiale nella categoria slalom. Professionista dal 2013, ormai è una presenza fissa ai campionati iridati, la massima competizione nella sua specialità. A metà maggio sarà uno dei tre azzurri che sfideranno migliori surfisti del mondo nei mari della Corea del Sud.

Cosa ricordi dei tuoi inizi?

La prima volta che ho provato ad andare in acqua con una tavola e una vela avevo appena cinque anni. Sono stato incoraggiato in particolare da mio padre, che all’epoca era già surfista, e dal bellissimo scenario che offrono il Lido di Capoliveri e l’Isola d’Elba in generale. All’età di 13 anni ho disputato le prime regate in Italia, partecipando ai campionati nazionali. Non ho raccolto fin da subito i risultati sperati, ma una volta iniziato ad allenarmi per dodici mesi all’anno i miglioramenti sono stati costanti. Ben presto, così, ho avuto modo di gareggiare anche nel resto del mondo. Ora sono professionista da tre anni e partecipo al tour mondiale nella specialità slalom.

Chi sponsorizza la tua attività?

Ho diversi sponsor ‘materiali’, che mi forniscono l’occorrente per avere tavola e vele competitive e finanziano le mie trasferte.

Quali sono i posti più belli in cui hai gareggiato?

Pur avendo girato un po’ tutti i continenti, i posti che mi hanno colpito maggiormente sono comunque europei, come la Turchia o Fuerteventura, nelle Isole Canarie. Anche la costa coreana ha le sue particolarità, ma non la trovo altrettanto affascinante.

E all’Elba?

Non solo il ‘mio’ Lido di Capoliveri, ma anche Lacona, Marina di Campo e la rada di Portoferraio.

Dove ti sei allenato quest’inverno per preparare la nuova stagione?

Sia all’Isola d’Elba che in altre parti del mondo. A novembre ho trascorso qualche settimana in Nuova Caledonia, nel mezzo del Pacifico. Poi, a inizio 2016, sono tornato alle Canarie, questa volta nell’isola di Tenerife. La prima gara della nuova stagione la disputerò in Germania, ma l’appuntamento clou sono ovviamente i mondiali, con la prima tappa del tour che si svolgerà a maggio in Corea del Sud.

Quindi la tua specialità dello slalom non è inserita nel programma olimpico…

Nel windsurf la classe olimpica comprende un’unica categoria ed è riservata a una cerchia molto ristretta di atleti, che devono rientrare in una determinata fascia di altezza e peso. Oltre allo slalom ci sono anche altre discipline molto divertenti, come i salti o il freestyle.

Sei dodicesimo nel ranking mondiale. Quali sono le difficoltà maggiori da superare per vincere il titolo?

È indispensabile, prima di tutto, avere dei materiali sempre performanti: dall’albero alle pinne, dalla tavola alla vela. Per questo vanno cambiati molto spesso. E poi ci vuole tantissima esperienza, come dimostra il fatto che l’attuale campione del mondo ha superato i 40 anni. Certo, ho ancora tanti anni di carriera davanti a me. Ma, essendo già a ridosso della top ten a 26 anni, ho le mie carte da giocare per arrivare più in alto possibile.

Quanto ti alleni mediamente?

Mi alleno cinque giorni alla settimana dalle due alle quattro ore, a seconda di quanto vento c’è.

All’Elba ci sono le condizioni per allenarsi bene?

Le condizioni ambientali ci sono tutte: il clima è mite e il vento non manca. Purtroppo mancano atleti del mio livello con cui posso confrontarmi, però ho diversi amici che, dopo le mie prime vittorie, hanno ricominciato a fare windsurf con continuità. Vengono in spiaggia quasi tutti i giorni e mi fanno compagnia in acqua mentre mi alleno. Mi fa molto piacere essere riuscito a trasmettere loro un entusiasmo così forte.

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