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Patrizio Roversi: “Sono orgoglioso di essere stato concepito all’Elba”

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Sull’isola c’è stato diverse volte. La prima tantissimi anni fa, quando era ancora piccolissimo, insieme ai suoi genitori. Poi c’è tornato, spesso per lavoro. Patrizio Roversi ha raccontato l’Elba anche in una puntata della trasmissione televisiva Linea Verde che conduce da qualche anno. Attore teatrale, per tanti anni si è occupato di teatro di strada e poi varietà televisivi, Roversi approda in tv nel 1985. Insieme all’ex moglie, Syusy Blady, ha condotto diversi programmi di successo andati in onda sulle reti Rai. Quando parla dell’Isola è un fiume in piena. «L’Elba – dice Roversi – è il luogo dove mi piacerebbe abitare se non dovessi sempre andare in giro con la valigia e lo zaino. E’ il posto più bello del mondo. E non a caso due miei grandi amici, Mattia e Carlotta, si sono trasferiti lì. Ci sono vari climi, una situazione naturale completa, la vegetazione così diversa. Un posto meraviglioso».

Lei ha visitato l’Elba diverse volte. Un pregio e un difetto?  

I pregi sono infiniti: naturalistici, culturali, e mi riferisco a Napoleone di cui non possiamo dimenticarci perché ha lasciato una traccia indelebile. Ma sono anche quelli legati alle attività produttive. Sull’Isola c’è un’agricoltura e un allevamento molto significativi. Più volte ho detto che l’Elba è il posto più bello del mondo perché è il più vario. La varietà naturale la rende una terra incredibile. Ci potresti stare a fare il turista per un anno. Avresti le stagioni, i castagni in cima alle montagne, le aziende agricole, il mare.

Nessuna pecca?      

Un sospetto che ho avuto, ma è solo una mia impressione, è che la frammentazione amministrativa possa non far bene all’isola. L’Elba è suddivisa in otto comuni, ognuno con il suo punto di vista che a volte non collima con quello degli altri. Parlo di provvedimenti di natura ambientale e di scelte strategiche che possano farla progredire.

Diceva prima che l’Elba ha una ricchezza storica, culturale, naturalistica. Ecco, come va gestita questa risorsa in funzione dello sviluppo turistico?   

Io non mi preoccuperei di sviluppare ancora lo sviluppo. Non è questo il problema. In questi anni è stato fatto molto, ma l’Elba, a mio parere, poteva essere preservata di più a livello naturale. Il tesoro dell’isola è la sua natura e deve essere speso pian piano. Cioè, io non farei un altro albergo, non amplierei la ricettività. Mi preoccuperei di salvaguardare quello che c’è. Non c’è un problema di quantità di persone che arrivano sull’isola. Credo che ce ne siano già abbastanza. Semmai, ecco, penserei ad allungare le stagioni, spalmare di più quello che è il pienone agostano. L’Elba si presterebbe molto alla destagionalizzazione.

L’Elba custodisce pagine storiche immense. Spesso però si ricorda solo l’esilio di Napoleone. C’è qualche altro momento storico di cui gli elbani dovrebbero andare fieri?      

Io credo che sicuramente l’epoca più antica è molto significativa. Con Syusy abbiamo ricostruito l’arrivo di Giasone e degli Argonauti sull’Isola dove hanno trovato una grandissima ricchezza di metalli. Quest’aspetto antico, archeologico, che quasi sconfina nella mitologia, è un aspetto bel lissimo. A tal proposito mi viene in mente quella meravigliosa spiaggia con i sassolini bianchi ed una puntina nera. In teoria dovrebbero essere le lacrime e il sudore degli Argonauti che, in cerca dei metalli, sono arrivati all’Elba stremati a bordo di Argo.

Allora la aspettiamo presto all’Elba…      

Mi inviti a nozze. Ci andarono i miei genitori quando io non ero ancora nato. Quindi, chissà, ho sempre avuto il sospetto e l’orgoglio di essere stato concepito all’Elba. Una volta ho cercato di fare i conti e tutto tornava. Insomma, è un posto particolare, l’essenza del Tirreno. E’ il cuore dell’Italia.

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