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Quasi…”Impossibile un accordo sul contributo di sbarco”

Il sindaco di Capoliveri Barbetti: "Non c'è un interlocutore affidabile e credibile"

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Il primo cittadino di Capoliveri Ruggero Barbetti, noto per non avere peli sulla lingua, è molto arrabbiato per l’empasse istituzionale che si è creata dopo il veto posto da Portoferraio sul contributo di sbarco: «Vogliono depotenziare la Gestione Associata del Turismo (Gat), solo perché la gestisco io – dichiara il sindaco – e non hanno capito che con questi veti incrociati non si va da nessuna parte. La poca esperienza dei tre sindaci – riferendosi ai colleghi Ferrari, Galli e Lambardi al loro primo mandato – rischia di farci perdere importanti risorse per lo sviluppo dell’isola. Li ho messi di fronte alle loro responsabilità perché non si possono prendere per i fondelli i cittadini che rappresentano».

Barbetti è un fiume in piena. E’ convinto che gli otto Comuni non riusciranno a trovare un compromesso politico per approvare il contributo di sbarco, in quanto in loro non vede interlocutori affidabili e credibili, disposti a sedersi ad un tavolo per risolvere le distanze che li divide. E attacca: «Portoferraio capofila del Gat? Non riesce neanche a gestire il suo Municipio, figurarsi amministrare altri enti. Ha affidato il verde pubblico e la cura delle rotonde all’Associazione Albergatori, delegando un servizio che compete solo al Comune. Non ce li vedo ad occuparsi dei giardini di Capoliveri. La Giunta guidata da Ferrari, se continua su questa strada non credo che durerà ancora molto, perché con il loro atteggiamento egoista e campanilista, fanno uno smacco a tutta l’Elba. Non sono all’altezza di gestire il contributo di sbarco, in quanto non sono consapevoli del danno che stanno causando a tutta l’isola».

Nel frattempo, l’Elba perde ogni giorno migliaia di euro per la mancata riscossione dell’imposta da parte delle compagnie di navigazione e aeree. Un danno stimato, prendendo come riferimento i dati del marzo 2015, intorno ai 30 mila euro. Sono pochi? Certamente sì, ma euro più, euro meno, sufficienti a pagare i debiti accumulati dal comitato organizzatore elbano dei Giochi delle isole (23mila euro) che quest’anno rischia di non poter partecipare all’edizione 2016. E ne avanzano 7mila per pagare il gasolio utile a riscaldare la piscina di Portoferraio (3mila 500 euro) e altrettanti per il combustibile della mensa dell’asilo di Rio nell’Elba.

 

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