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Caro Ciumei, la nave ‘non va’ e i suoi conti non tornano

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Gli aerei non volano quando c’è troppa nebbia o se le polveri di un vulcano in eruzione rischiano di creare problemi alle turbine dei velivoli. I treni si fermano per un incidente sulla tratta ferroviaria, quando i binari si ghiacciano a causa della neve, perché qualcuno ha deciso di suicidarsi o semplicemente perché i sindacati hanno indetto uno sciopero di 24/48 ore. Insomma tutti i mezzi di trasporto possono bloccarsi e creare disagi ai passeggeri. Diverso il discorso per i traghetti, che secondo alcuni articoli comparsi sul web, sarebbero in grado di viaggiare ‘ogni tempo’. Invece non esistono! Come abbiamo dimostrato nel nostro speciale che potete leggere a pagina 3, gli unici mezzi per poter affrontare un viaggio in condizioni meteo proibitive sono: un sommergibile o il teletrasporto della saga cinematografica ‘Star Trek’.

Anche il primo cittadino di Marciana Marina Andrea Ciumei ha creduto alla bufala dei traghetti ‘all weather’: «Credo che sia giunto il momento perché le compagnie di navigazione – ha dichiarato il sindaco a Il Tirreno – si dotino di un mezzo in grado di affrontare il mare almeno per la prima e l’ultima corsa diretta all’Elba». Tutti conoscono il sindaco Ciumei, salito agli onori delle cronache per essere stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Livorno per la vicenda delle concessioni del porto di Marciana Marina. Ciumei è accusato dei reati di turbativa d’asta e abuso d’ufficio, assieme al fratello Stefano (vice presidente e consigliere del Circolo della Vela), agli imprenditori Giulio Schenone e Gianfranco Linari. E all’architetto e tecnico comunale Bruno Grasso. La prossima udienza si terrà il 18 maggio nel capoluogo labronico. Il suo Comune, inoltre, stando agli ultimi dati forniti dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), risulta essere maglia nera per il consumo del suolo. Tradotto, significa che nel territorio di Marciana Marina si costruisce più che nel resto dell’Arcipelago toscano.

Abbiamo tirato in ballo Andrea Ciumei, non solo per la sua bizzarra dichiarazione, ma principalmente perché nell’editoriale ‘Mali Comuni’, è iniziato il nostro viaggio per mettere in evidenza gli sprechi di denaro pubblico delle amministrazioni elbane. Il passo successivo, dunque, quasi obbligato, è stato quello di indirizzare la nostra lente d’ingrandimento sui bilanci degli 8 Comuni, iniziando con quello di Marciana Marina, e constatando che i conti relativi ai rimborsi spese del sindaco Andrea Ciumei, non tornavano. Per niente!

Nel sito del Comune compare questa voce: “Importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubbici (pubblici, ndr)”. Già dal refuso online, la cosa c’è sembrata sin da subito pruriginosa e morbosa. Infatti, dentro al documento ci sono delle spese di viaggio nave, liquidate a Ciumei nel 2014, ma che non dovrebbero esserci. Da anni, infatti, la compagnia Moby, per non far gravare sul cittadino e l’erario i viaggi istituzionali dei sindaci elbani, consegna loro una ‘Vip Card’, che consente di passare il canale, compresa l’auto, a costo zero, senza nessun limite. Dunque perché Ciumei ha presentato quella spesa quando ha viaggiato con la compagnia Moby? E se non ha usato la ‘Vip Card’ Moby, perché ha deciso di far addebitare tale costo all’amministrazione pubblica? Perché non ha evitato una spesa che grava sulle tasche dei contribuenti? La redazione, prima di andare in stampa, come le leggi e la deontologia giornalistica impongono, ha inviato una richiesta d’intervista ufficiale al sindaco Ciumei, e per sicurezza anche alla sua segreteria. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta e dunque il primo cittadino di Marciana Marina ha perso l’occasione di spiegare o di replicare alle nostre domande relative ai dubbi sulle spese sostenute nei suoi viaggi di missione per conto dell’amministrazione che rappresenta.

La nostra inchiesta prosegue. Invitiamo, dunque, tutte le altre amministrazioni che non l’avessero ancora fatto, a pubblicare nei siti internet istituzionali, i bilanci e le spese degli amministratori comunali, ottemperando alla vigente legge sulla trasparenza degli enti pubblici.

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