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Alessandro Gentini, vicepresidente dell’associazione albergatori elbani, in questi giorni ha accusato il commissario dell’Autorità Portuale Luciano Guerrieri, chiedendone addirittura le dimissioni, perché a suo dire non avrebbe saputo affrontare l’emergenza del blocco dei traghetti dovuto al maltempo. In una delle tante accuse rivolte all’A.P.P.E, l’albergatore attualmente in tour promozionale nei ‘Paesi delle Meraviglie’, ha messo in evidenza anche il vero disagio che, forse, tocca direttamente la sua tasca: “Questi personaggi – afferma Gentini rivolto all’Autorità Portuale. – che in nome della sicurezza negano un secondo slot ad una compagnia navale non si sono peritati di offrire la minima sicurezza a oltre trecento persone che hanno potuto ricoverarsi, solo grazie alla sensibilità del personale di Moby, all’interno dei traghetti in condizioni di comfort assolutamente inadeguate”. La compagnia navale citata da Gentini, e a cui ‘è stato negato un secondo slot’ ha un nome; è la Blu Navy, di cui l’associazione albergatori detiene il 10 per cento, mentre lui stesso per non farsi mancare nulla, ha nel portafoglio un’altra quota personale (5%) attraverso la Elbasol S.r.l.

A prendere le difese del commissario Luciano Guerrieri, però,  ci ha pensato Paola Mancuso, ex segretario generale dell’ Autorità Portuale Piombino Elba, che in una nota stampa scrive:

Paola Mancuso
Paola Mancuso

 “Piove governo ladro”: questo potrebbe essere il titolo dell’intervento dell’amico Gentini  mirato a sferrare una dura critica nei confronti di Luciano Guerrieri,  reo di non aver fatto ciò che non gli compete fare. Da circa tre anni non rivesto più alcun ruolo all’ Autorità Portuale di Piombino ma assisto allibita ad affermazioni strumentali ed autolesioniste per la loro capacità di togliere credibilità alle legittime istanze degli elbani e portare acqua a logiche imprenditoriali comprensibili ma da non confondere con l’interesse pubblico, sacrificato tra polemiche e rivendicazioni interessate.La guerra tra albergatori e Autorità portuale non fa’ più notizia né all’Elba né fuori, e del resto  non è passato inosservato in questi giorni l’ inasprimento dei toni in attesa del provvedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato rimandato di qualche mese. Ma tutto questo non può giustificare attacchi alle istituzioni che tolgono credibilità a chi li fa specie quando se ne invoca la legittimità dell’azione, da un lato, e dall’altro si pretende l’esercizio di competenze non proprie. Come è ben noto a tutti – ed in particolare ai sindaci che anche stavolta hanno preferito mimetizzarsi nella protesta anziché provare a trovare una soluzione  – chiunque  avrebbe potuto allertare la Protezione Civile, specie in un porto autorevolmente presidiato dall’ autorità marittima nonché dai rappresentanti di altre forze di Polizia (come avviene anche negli aeroporti). Se nessuno l’ha fatto è forse perché l’intervento di Moby e la disponibilità di un riparo per i 300 passeggeri bloccati ha eliminato il problema. La realtà è  che anche stavolta si è persa un”occasione per tentare di rasserenare i rapporti tra istituzioni e compagnie, e soprattutto, tra compagnie ed operatori economici, troppo spesso caratterizzati da dichiarazioni di dialogo puntualmente disconosciute persino quando forse bastava un grazie”

 

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