Home Cronaca Ospedale: la ‘storia infinita’ degli ascensori della discordia

Ospedale: la ‘storia infinita’ degli ascensori della discordia

Il direttore del presidio Graziano: "Secondo elevatore pronto per metà gennaio. Semeraro (Elba salute): "Non ci crediamo"

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Continua a tener banco l’annosa questione dei due ascensori esterni dell’ospedale di Portoferraio, entrambi tuttora inagibili. Il primo è guasto ormai da tre anni e sarà sistemato, in un futuro ancora imprecisato, dall’impresa che si è aggiudicata l’appalto. Il contenzioso tra l’Asl 6 di Livorno e la Ciam Ascensori srl di Roma, infatti, si è concluso a favore dell’azienda sanitaria, mentre la ditta si accollerà l’onere e le spese di riparazione. Per ovviare alla lunghezza dei tempi giudiziari, nel frattempo, l’ospedale ha optato per la costruzione di un secondo elevatore. In questo caso i lavori stessi hanno subìto dei ritardi, facendo slittare progressivamente la data di consegna.

Il responsabile del presidio ospedaliero di Portoferraio, Bruno Graziano, assicura che l’anno nuovo porterà agli elbani il nuovo ascensore in tempi brevi. «Il secondo elevatore è praticamente ultimato – riferisce il direttore del nosocomio – e a partire da metà gennaio, una volta effettuato il collaudo, dovrebbe finalmente entrare in funzione». «E’ solo l’ennesima promessa che non sarà mantenuta – ribatte Francesco Semeraro, promotore del gruppo Facebook ‘Elba salute’ – sono sei mesi che i vertici dell’ospedale annunciano un termine imminente dei lavori, per poi puntualmente rinviarlo. Ormai non ci crediamo più. Se i guasti del primo ascensore sono la preistoria, per il secondo si parla davvero di una storia infinita». Gli intoppi che hanno imposto di posticipare la consegna riguardano l’errata collocazione dell’elevatore inserito nel primo progetto e, successivamente, l’impossibilità di impiegare la manodopera in estate. Anche la Soprintendenza delle Belle Arti, negli scorsi mesi, aveva fatto sentire la sua voce, bocciando la copertura a specchio prevista nel piano iniziale.

La messa in funzione dei due ascensori esterni è un evento che molti isolani aspettano da tempo per poter beneficiare di un accesso più agevole alla struttura, che però non è mai stata priva di percorsi alternativi. «Ce ne sono in tutto tre – fa notare Bruno Graziano – e sono sempre esistiti dalla costruzione dell’ospedale. Uno che conduce al parcheggio auto e uno a quello ambulanze, sulla parte anteriore dell’edificio, e un terzo che porta al poliambulatorio sul lato posteriore». Anche in questo caso, la risposta di Francesco Semeraro è secca. «Il fatto che esistano delle tratte senza scale – dichiara con convinzione l’attivista di ‘Elba salute’ – non significa affatto che siano agevoli. Sono percorsi alternativi ma mal segnalati e difficoltosi da percorrere in carrozzina, perché in pendenza. Il parcheggio sul retro della struttura, inoltre, è sempre interamente occupato dalle auto dei dipendenti del nosocomio e da veicoli non autorizzati: per i disabili non c’è posto».

Un dibattito, insomma, che non accenna a placarsi, almeno fino a quando non sarà entrato in funzione almeno il secondo elevatore. Ma il nodo ascensori, per i membri del comitato social elbano, non coinvolge solo l’esterno della struttura ospedaliera, ma anche l’interno. «In caso di rottura dell’elevatore per l’elisoccorso – prosegue Semeraro – non esiste un piano B per raggiungere la piattaforma. Non essendo possibile far atterrare gli elicotteri all’aeroporto di Marina di Campo, la soluzione di predisporre uno scivolo laterale che dall’ultimo piano dell’edificio porti alla rampa dell’elisoccorso sarebbe opportuna».

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