Home Comuni Campo nell'Elba Espropri nulli, i lavori ad aprile

Espropri nulli, i lavori ad aprile

Lambardi sugli intoppi burocratici

1555
0
SHARE

Il sindaco Lambardi fa chiarezza sugli intoppi burocratici che hanno bloccato i lavori per l’allungamento della pista dell’aeroporto La Pila

ll Comune di Marina di Campo vuole fortemente l’aeroporto. E penso anche la stragrande maggioranza degli elbani». Parola del sindaco Lorenzo Lambardi che chiarisce le polemiche delle ultime settimane sulla mancata partenza dei lavori per lo sviluppo della struttura de La Pila. E assicura: «I lavori partiranno. Io come sindaco, ma anche i miei colleghi consiglieri e amministratori, ce la metteremo tutta per cercare di contingentare i tempi, in modo da arrivare ad aprile con un prodotto completo, definito e che sia efficiente e valido sotto tutti i punti di vista».

Sindaco, i lavori per l’allungamento della pista sono fermi per colpa del vincolo di destinazione aeroportuale delle aree che devono essere espropriate. Vincolo che non avete reiterato. E’ così?   

In parte. Bisogna specificare che nella scorsa consiliatura era stata adottata una delibera dove veniva approvato il progetto preliminare di adeguamento dell’aeroporto e in qualche modo veniva sancito il vincolo espropriativo. Con una verifica fatta dai nostri uffici e da Alatoscana, è risultato che quella delibera non aveva efficacia dal punto di vista urbanistico né da quello legale. Quindi quel vincolo di fatto non era esistente. Per ripristinarlo è necessario fare una vera e propria variante allo strumento urbanistico vi gente. Procedimento che è stato avviato con il consiglio comunale dello scorso 9 gennaio.

Quindi, di fatto, la precedente amministrazione non aveva predisposto quel vincolo…    

E’ stata tratta in inganno da un parere tecnico favorevole sull’apposizione del vincolo che in realtà non ha efficacia. C’è da dire che nel frattempo sono cambiate le norme con la nuova legge urbanistica regionale. Forse il sindaco dell’epoca, il dottor Segnini, è stato mal consigliato o non si è accorto di questo dettaglio che per lo sviluppo aeroportuale è piuttosto importante.

Però dell’importanza del vincolo espropriativo se ne parla già da molto tempo. Come mai ci si è accorti solo adesso che di fatto quello predisposto dalla scorsa amministrazione è nullo?    

Da un lato perché Alatoscana, nel frattempo, ha dovuto affrontare moltissime emergenze. Dall’altra perché si dava quasi per scontato che quella delibera avesse un qualche effetto. In realtà, solo dopo un approfondimento con studi legali e specialisti nel settore abbiamo scoperto che non è così.

Quanto tempo ci vorrà per rendere effettivo e legale il vincolo?   

Noi stimiamo che per i tre passaggi fondamentali, che sono l’avvio del procedimento, l’adozione e l’approvazione della variante, passino almeno 60 giorni.

Ce la farete per aprile, così come aveva auspicato Boccardo?    

Sì, per aprile saremo pronti con la variante al piano di fabbricazione per l’aeroporto.

Il piano di sviluppo dell’aeroporto prevede anche una seconda fase con un allungamento di altri 100 metri circa della pista. Ne avete già parlato con Alatoscana?

Sì, anche perché per Campo ci sarà uno spostamento della strada provinciale, che poi è la linea d’ingresso a La Pila e al nostro Comune. Noi, ovviamente, per quello che possiamo fare, siamo assolutamente favorevoli. Bisogna rifuggire l’idea che la nostra amministrazione abbia qualche capriccio nei confronti dell’aeroporto. Siamo per lo sviluppo della struttura che, è chiaro, non sostituirà mai il collegamento marittimo ma sicuramente implementerà quella che è l’offerta turistica.

Non crede che ci siano delle anomalie all’interno della zona aeroportuale come, per esempio, il fatto che la struttura non abbia un ingresso proprio?    

E’ chiaro che, dal mio punto di vista, la struttura dovrebbe pensare ad un proprio ingresso che distingua la parte alberghiera da quella che è la zona aeroportuale. Due amministrazioni fa, le commissioni paesaggistiche si espressero dicendo che l’aeroporto doveva avere un ingresso con una sopraelevata che attraversasse, per esempio, il fosso che confina tra via dell’acquedotto e l’aeroporto stesso. Ecco, quella è un’idea progettuale che io non abbandonerei.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here