“Cerco lavoro, non discriminatemi”

L'appello di Roberto per restare a vivere nell'Isola

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«Sono innamorato dell’Isola d’Elba. Vivo qui da 10 anni e qui ho molti amici, ma per riuscire ad avere una vita dignitosa ho bisogno di lavorare. Andrebbe bene qualsiasi lavoro. Sono diplomato in ragioneria e laureato in pedagogia all’Università Cattolica di Milano. A causa della mia disabilità non posso fare lavori manuali troppo pesanti per il tremore alle mani. Mi piacerebbe fare l’impiegato e svolgere mansioni contabili amministrative oppure inserire dati al computer. Potrei fare anche il venditore. Infatti in passato ho lavorato tre anni per un’associazione milanese, dove vendevo piatti per raccogliere fondi di beneficenza. Successivamente ho collaborato con ‘L’albero della speranza’, un’associazione a scopo benefico che si occupa di aiutare persone affette da tetraparesi spastica e sindrome di West».

Questo è l’appello di Roberto Garavaglia, un diversamente abile di 47 anni originario della Lombardia, ma che da dieci anni risiede a Porto Azzurro. Roberto è una persona molto sveglia e intelligente ed è da tempo alla ricerca forsennata di un’occupazione che gli consenta di vivere una vita dignitosa. E’ diplomato in ragioneria e laureato in pedagogia in una delle più prestigiose università italiane.

Vorremmo ricordare alle grandi aziende elbane che per imposizione legislativa sono obbligate ad assumere una quota percentuale di persone diversamente abili, ovviamente legate alle dimensioni dell’impresa e al numero dei dipendenti (Legge 12 marzo 1999, n° 68).

“Sono stato discriminato”

Roberto ci ha raccontato anche che durante la sua ricerca di un’occupazione ha avuto dei problemi legati alla sua malattia disabilitante: «Mi è capitato di essere discriminato perché disabile. Una volta andai a chiedere un’occupazione a uno (un grosso imprenditore locale, ndr), il quale pur di mandarmi via mi diede 20 euro. Ovviamente li rifiutai, perché non stavo chiedendo la carità ma semplicemente un posto di lavoro».

Roberto è molto ottimista e non si perde d’animo. Noi confidiamo che il suo appello venga raccolto da qualche imprenditore isolano. «Mi affido a voi e al vostro buon cuore – ci confida emozionato Garavaglia – aiutatemi a realizzare il sogno della mia vita. Quello di rimanere all’isola d’Elba».

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